Verranno giudicati il prossimo 18 gennaio in abbreviato Fiorello Rapanà, 38enne di Campi Salentina e Massimiliano Pagliara, 42enne residente a Massa Martana, in provincia di Perugia, ma originario di Campi Salentina, accusati dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose

avvenuto il 2 gennaio del 1993 ai danni di Giuseppe Nacci. Il gup Giovanni Gallo ha accolto la richiesta degli avvocati difensori Giuseppe Pezzuto e Antonio Savoia. L’omicidio maturò all’interno del clan De Tommasi e secondo quanto accertarono gli inquirenti, anche grazie alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia. Il giovane venne freddato con diversi colpi di pistola calibro 7,65, arma impugnata da Rapanà, a Lecce. Pagliara, invece, avrebbe accompagnato il killer sul luogo del delitto ma non avrebbe premuto il grilletto. La ricostruzione di quell’agguato è contenuta all’interno dell’ordinanza che lo scorso 9 settembre con l’operazione “Maciste”. I due imputati sono assistiti dagli avvocati Antonio Savoia e Giovanni Pezzuto.