Che l’amore sia bello perché litigarello è un detto che trova ampio consenso ma che gli attriti tra una coppia debbano perseverare nel tempo anche quando la terza età prenda il sopravvento è un’altra verità.

Così, dopo anni e anni di matrimonio, un contadino 68enne di Neviano, A.N., è stato raggiunto lo scorso 28 settembre da un’ordinanza di non avvicinarsi alla moglie e ai luoghi da lei frequentati emessa dal Giudice Monocratico del Tribunale Civile di Galatina, Italo Mirko De Pasquale. Secondo quanto accertato dai carabinieri della locale stazione, G.C., 71enne, ormai da anni, era sottoposta a continue vessazioni di carattere fisico e psichico finchè il 20 agosto di quest’anno non si verifica l’episodio che fa traboccare il bicchiere già ricolmo. La coppia, secondo quanto denunciato, raggiunge un appezzamento di terreno di loro proprietà per raccogliere frutta. L’assurdo gesto di violenza si registra allorquando la donna carica in macchina una cassetta invece di portare un altro attrezzo che il marito le aveva chiesto di stipare nel bagagliaio. Apriti cielo. L’uomo va in escandescenza. Urla, minacce, fino a quando il 68enne non si scaglia contro la moglie, colpendola più volte dopo averla immobilizzata. La donna, non senza difficoltà, riesce a divincolarsi e sanguinante e senza cellulare raggiunge a piedi la propria abitazione, distante dal podere qualche centinaio di metri. Solo allora chiede l’aiuto di una figlia e della nuora. Da qui, l’immediato trasporto presso l’ospedale di Nardò per ricevere le cure dei sanitari per le ferite riportate su tutto il corpo giudicate guaribili in sette giorni. Sollecitata dagli stessi figli, l’anziana decide di querelare il marito con l’accusa di lesioni personali temendo reazioni ancor più violente facendo scattare gli accertamenti e la successiva ordinanza disposta dal giudice. Dopo l’ultimo grave episodio, la donna è stata costretta ad abbandonare il tetto coniugale per trovare ospitalità in casa di una delle figlie. Da quanto accertato la 71enne, negli ultimi cinque anni, aveva già presentato due ricorsi per la separazione al Giudice Civile per poi rinunciare perché alla donna dispiaceva rovinare gli equilibri famigliari e per non lasciare da solo il marito in difficoltà dopo aver subito un delicato intervento chirurgico. L’anziana avrebbe riferito di vergognarsi davanti al possibile giudizio dei suoi concittadini qualora avesse compiuto un’azione così forte in età avanzata. La donna è assistita dall’avvocato Maria Raffaella Giannotti mentre il marito da Luigi Greco. Il legale dell’uomo rimarca come la situazione di estrema tensione generatosi nella coppia non si possa ricondurre solamente al carattere irascibile dell’uomo ma debba essere legato ad un rapporto conflittuale da ambo le parti e per questo non imputabile esclusivamente al 68enne.