Per sei ore è andata avanti la deposizione di Flavio Fasano, ex sindaco di Gallipoli ed ex assessore della provincia di Lecce, finito al centro dell’inchiesta denominata “Galatea 2”.

In maniera precisa e puntuale ha respinto tutte le accuse mosse dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale salentino, presieduti dal dottor Roberto Tanisi.

Punto dopo punto ha spiegato la procedura della gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica e la gestione degli spazi pubblicitari adottata dalla Provincia di Lecce nel dicembre del 2008. “Una proceura necessaria- ha detto- a causa grave situazione ereditata dalla precedente amministrazione: c’erano settemila cartelli pubblicitari abusivi sulle strade della provincia”. Regolari sarebbero stati anche gli incontri e le conversazioni con gli imprenditori (imputati nel processo) Gino Siciliano e Giovanni La Gioia soci della Cotup, la società che vinse la gara. Anche il progetto per la realizzazione dell’istituto nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009 e la presunta assunzione illegittima di un dirigente nel comune di Parabita sarebbero leciti e corretti.

Oltre a Fasano, Siciliano e Lagioia, nel processo figurano come imputati anche Michele Patano, direttore tecnico del Cotup e Michela Corsi, ex collaboratrice dell’autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Nella prossima udienza, che si terrà il 24 ottobre, sarà proprio quest’ultima a fornire la propria testimonianza. I cinque imputati rispondono a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta, violazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico.