Anche i cittadini leccesi vengono chiamati oggi a dare un segnale di protesta contro lo strapotere arrogante ed inefficiente della casta dei politici. Il raggiungimento di un quorum atto a promuovere la consultazione referendaria passa anche dalla nostra città e dal nostro personale impegno.

Pertanto, non possiamo assolutamente ignorare la grave condizione della nostra città.

L’amministrazione di centro-destra, dimentica delle promesse elettorali, si ritrova incapace di risolvere il grave problema  che lei stessa ha determinato ed aggravato: il debito pubblico.

Da questo deriva l’aumento esponenziale dei tributi, la scomparsa di qualsiasi forma assistenziale ai meno abbienti, il problema  della casa,  quelli della disoccupazione giovanile e dei licenziamenti collettivi indiscriminati,  il problema della viabilità.

In questo contesto, si continua ad assistere ad inspiegabili atteggiamenti della maggioranza che, nonostante il difficile momento economico, si ostina a dispensare incarichi professionali esterni, dimenticando di avere una struttura impiegatizia e dirigenziale remunerata a peso d’oro.

Per quanto ancora i cittadini leccesi dovranno sopportare questo sperpero del loro denaro che condiziona la mancata manutenzione delle strade e degli edifici pubblici (alcune zone del cimitero sono completamente inagibili), la riduzione dei servizi pubblici, il deterioramento del centro storico, la cronica mancanza di bagni pubblici, la mancanza di aree di parcheggio gratuite, imposte dal Consiglio di Stato?

Cittadini leccesi, svegliatevi dal torpore dell’indifferenza e riprendetevi la vostra città.

Il saccheggio delle vostre tasche dipende dagli sprechi del denaro pubblico, del Vostro denaro, che la casta ha sperperato e continua a sperperare nella gestione del filobus, nella questione di via Brenta, ma soprattutto nel mancato controllo di tante opere pubbliche mal eseguite ed in tanti scandali denunciati e dimenticati.

Cittadini Leccesi, date un segnale alla casta che ci governa, sottoscrivendo i quattro referendum.

I primi due referendum sono a favore dei soggetti piu deboli, per ridare il contratto nazionale ai lavoratori  e non lasciarlo alle violenze dei datori di lavoro (ai lavoratori della Lupiae – già risanata con dieci milioni di euro dei cittadini leccesi – viene imposto oggi un ulteriore sacrificio unilaterale) e per la riassunzione di quelle persone che vengono  licenziate illegittimamente.

Gli altri due, per eliminare il finanziamento pubblico ai partiti e le indennita’ ai parlamentari,  in quanto il denaro molto spesso ha preso strade diverse da quelle che doveva prendere.

“Bisogna firmare i referendum perche’ abroghino il finanziamento pubblico ai partiti,  le indennita’ ai parlamentari e soprattutto siano tutelati i diritti delle fasce sociali piu’ deboli, dei lavoratori che vengono licenziati e di quelli che non hanno lavoro”.