Il coordinatore cittadino pro tempore del Pd leccese, Alfonso Rampino, con le sue dimissioni da assessore a Trepuzzi, sta facendo tremare la giunta Valzano.

Segnali di tensione nel centrosinistra anche a Lecce, dove si è già aperta la faida precongressuale con Rotundo che accusa Blasi, Loredana Capone e Casilli di «correntismo» e «verticismo»: due elementi che rischiano di avvelenare il congresso dei democratici.

Consigliere Alfonso Rampino, lei si dimette da assessore e la vicepresidente Manca gongola. È innegabile che ci sia una forte crisi nel centrosinistra di Trepuzzi.

«Non c’è un problema specifico: le dimissioni hanno natura strettamente personale. Troppi impegni, in questo momento, mi hanno spinto a prendere una decisione».

Sì, ma proprio adesso si accorge che il ruolo di assessore è inconciliabile con i suoi impegni?

«Non nascondo quello che ho già detto in Consiglio comunale: la vicepresidente Manca era assente e gli è stato comunicata la mia decisione. Credo che tutti abbiano verificato con questo gesto che non sono attaccato alle poltrone: mi auguro che queste dimissioni servano ad avviare una discussione interna alla maggioranza. Faccio un passo indietro personalmente per farne fare due avanti al mio partito e alla maggioranza. È necessario un momento di riflessione e verifica complessiva per poter ripartire al meglio. È stucchevole la presa di posizione dell’opposizione: in Consiglio ho fatto un ragionamento politico che auspica l’avvio di un dibattito interno, come hanno sollecitato anche gli alleati. Per quanto mi riguarda continuerò a fare il consigliere comunale con un progetto politico chiaro in mente: sostenere la giunta Valzano e rafforzare il mio partito».

Le sue dimissioni, però, restano sempre un problema politico, anche per il Pd.

«Il Pd con queste dimissioni avrà maggiore forza: l’obiettivo, che ho dichiarato anche in Consiglio, è quello di rafforzare l’azione politica del partito. Noi siamo baricentrici in città, siamo sempre stati una forza attrattiva, una forza d’opinione seguita nel nostro comune e dobbiamo rafforzare questa mission: dobbiamo rendere sempre più centrale l’azione del Pd rispetto alle dinamiche amministrative, sganciandolo dalla quotidianità che non ti permette di avere una funzione più ampia, strategica».

Intanto, a Lecce, il “bersaniano” Rotundo si prepara a salire sul camper di Renzi, probabilmente in segno di protesta contro un partito che sta «avvelenando il congresso con verticismi e logiche poco democratiche».

«Sì, così pare. Io, in questo momento, ho un ruolo di garante: garantisco pari condizioni a tutti i partecipanti. Posso dire solo che, dopo aver avviato un tesseramento in tempi strettissimi, perché così mi era stato detto di fare per accelerare il periodo transitorio, in un mese e venti giorni abbiamo fatto il 315 tessere, abbiamo visto il circolo pieno, ogni giorno con tanti giovani dentro. Tanta partecipazione, riunioni in vista del congresso. Oggi il mio ruolo è di garante e posso dire che sto garantendo pari condizioni a tutti i candidati».

Rotundo dice che questo non è avvenuto, perché l’accordo Blasi-Casilli dà grande forza al candidato “lettiano”, Andrea Imbriani, mentre Loredana Capone ha la sua candidata di riferimento.

«In questo momento abbiamo Lidia Faggiano, che tutti conosciamo per il suo impegno nelle circoscrizioni, abbiamo Andrea Imbriani, che ha avuto un’esperienza come responsabile nazionale dell’università per i giovani popolari, ma estraneo alla politica cittadina e poi c’è Alessandra Pinto, che è stata nel mio coordinamento, una persona che con un gruppo di giovani vuole continuare a dire qualcosa(ha sopportato con me le critiche dei giorni bui del tesseramento). Detto ciò, io mi chiedo, ora che i candidati sono più di uno e, quindi, non c’è un unico candidato scelto a tavolino, che significa che il congresso sarà democratico e partecipato, perché si dice che c’è la guerra? Io credo che i tre candidati avvieranno un dibattito serrato e proficuo».

Lei con chi sta?

«Da non tesserato di Lecce, quindi da non votante, sarò con chi ha intenzione di continuare a contribuire all’opera di ricostruzione del partito, anche al di là del congresso, perché l’operazione è molto difficile».

Rischiate di perdere Rotundo con questo accordo tra Blasi e Casilli? Esiste un grande malumore interno.
«Per quanto mi riguarda, le sue posizioni non mi meravigliano: Rotundo ha tanta esperienza, e se ha deciso di supportare Matteo Renzi, avrà le sue ragioni. Io guardo all’aspetto positivo, non all’aspetto negativo, alle bande che si creano».

Eliana Degennaro

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