Quando una passione supera i limiti stabiliti dal buon senso diventa affare di tutti, specialmente se a pagarne le conseguenze sono esseri indifesi, sacrificati a vantaggio di una pratica discutibile per molti: la caccia.

Tralasciando le ovvie motivazioni che spingono gli animalisti ad opporsi radicalmente a quella che oggi è considerata un’attività da tempo libero e che ogni anno miete uno spaventoso numero di vittime,  bisogna chiedersi cosa spinge un cacciatore a mirare e ferire un rapace raro e soprattutto protetto. Passatempo o ignoranza?
Quello che è accaduto nei pressi di Villaggio Resta nella zona di Nardò, dove una grossa poiana è stata ferita dai pallini di un inesperto avventore dei boschi, non va semplicemente condannato, deve scuotere gli animi e spingere gli appassionati di questo “sport” a riflettere e, se questo non fosse sufficiente, a documentarsi. Il volatile colpito appartiene alla categoria delle specie protette ma annualmente il tributo pagato al bracconaggio è considerevole, compromettendo in questo modo il fondamentale ruolo che il predatore svolge preservando gli equilibri naturali grazie al contenimento della popolazione dei roditori.
Le Guardie Eco-Zoofile dell’A.E.O.P. di Nardò sono prontamente intervenute in seguito alla segnalazione di un cittadino. L’animale è stato trasportato con urgenza presso il Centro Faunistico di Calimera dove verranno somministrate tutte le cure necessarie nella speranza di riuscire a salvarlo.
Quando il cibo abbonda nelle case e la necessità di procacciarlo viene meno, diventa difficile comprendere il bisogno di inforcare un fucile, specialmente se si corre il rischio di incappare in simili errori.

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