Sfrattati per morosità. Non pagavano l’affitto da anni e si trovano oggi senza casa. Roberto Oronzo Cazzella , 63 anni e la moglie Carmela De Matteis, 61, lo scorso 5 ottobre, hanno sgomberato l’appartamento al civico 8 di Piazzale Milano, zona 167/B,  a seguito dello  sfratto intimato dallo IACP.

Sarebbe di varie migliaia di  euro il debito che i coniugi avrebbero accumulato nel corso degli anni.

Assegnatari dell’appartamento dal 1985, i due, percepiscono 950 euro di pensione al mese. Di queste 700 rappresentano la pensione di invalidità di Roberto, affetto dal morbo di Parkinson  e restanti 250 invece, la pensione minima assegnata alla moglie Carmela. Incuranti delle continue sollecitazioni di  pagamento da parte dell’ente pubblico, i due non hanno pagato il canone d’affitto che ammonta a 287 euro mensili generando un debito considerevole.

Nel gennaio scorso, gli inquilini avevano pattuito  con lo Iacp la rateizzazione del debito: 300 euro al mese per restare nella loro casa. Anche in questo caso qualcosa è andato storto. Dopo le prima quattro mensilità, le rate  non sono state pagate regolarmente, così che nel mese di luglio, il Giudice ordinava ai Cazzella di liberare l’appartamento. Il 5 ottobre l’esecuzione dello sfratto, alla presenza delle forze dell’ordine.  

Storie come queste si presentano  all’ordine del giorno in un tempo di grave crisi come quello che stiamo attraversando. Qualche mese fa il Sunia ha lanciato l’emergenza abitativa a seguito dei dati preoccupanti diffusi dal  Ministero dell’Interno. I provvedimenti di sfratto emessi nel 2011 nella provincia di Lecce sono aumentati del 7,32% rispetto all’anno precedente.  A chi spetta dunque intervenire vagliando una soluzione che impedisca a tante famiglie leccesi di restare senza un tetto? Il vicesindaco e assessore alle politiche sociali di Lecce, Carmen Tessitore, raggiunta telefonicamente chiarisce :” il Comune può collaborare per trovare una sistemazione provvisoria. L’ente si occupa di individuare degli alloggi di emergenza, le cosiddette case-parcheggio”. Sul tavolo della Tessitore c’è anche il fascicolo della famiglia Cazzella, in aggiunta a tanti altri casi dello stesso genere. Lo Sportello socio -sanitario da tempo si  è attivato  con procedure di intermediazione immobiliare per risolvere la drammatica situazione di concittadini ed immigrati, come nel caso del rione ” Giravolte” ,alla ricerca di abitazioni da destinare a coloro rimasti senza un tetto. Come più volte ribadito il Comune non può farsi carico a sue spese del canone di locazione,   “sto lavorando ad un piano che possa far fronte  all’emergenza abitativa – rassicura la vicesindaco.  Occorre innanzitutto prendere visione del patrimonio immobiliare per poi  porre il municipio come intermediario tra i proprietari e gli inquilini così da individuare alloggi decorosi a modiche cifre di locazione . Lo sfratto – conclude- lede la dignità di chi lo promuove  e di chi lo subisce”.

Eliana Degennaro

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