la gioielleria rapinataSono entrati in due, fingendosi normali clienti interessati all’acquisto di un prezioso. Ad un certo punto, però, hanno manifestato le loro reali intenzioni: hanno estratto una pistola e, minacciando la titolare, si sono impossessati di ori e gioielli. La rapina è stata messa a segno nel tardo pomeriggio, ai danni della gioielleria “Garofalo” di Squinzano, in via Francesco Baracca.

Erano circa le 19.20, quando i rapinatori hanno varcato la soglia dell’attività. I due banditi sono entrati col volto scoperto, per non destare sospetti. Erano anche ben vestiti, eleganti. Ma l’apparenza – è noto – inganna. E se n’è accorta la titolare, Maria Maddalo, che all’improvviso si è vista puntata contro una pistola.
Forti dell’arma, i due malviventi hanno allungato le mani su due panni, poggiati sul bancone della gioielleria, al cui interno c’erano bracciali e collane in oro, che la titolare aveva mostrato loro. Arraffato il bottino, rapidi e determinati, i banditi hanno poi guadagnato l’uscita, salendo a bordo di un’auto di piccola cilindrata.
La fuga dei rapinatori non è passata inosservata: alcuni testimoni, infatti, hanno annotato la targa dell’auto, una Citroen C2, comunicandola ai carabinieri. Dal controllo in banca dati, la vettura è risultata essere oggetto di furto. Inoltre, presentava un vetro rotto, probabilmente dagli stessi malviventi nel tentativo di rubarla.
Le ricerche sono state diramate a tutte le pattuglie nella zona, ma dei rapinatori non è stata, al momento, trovata traccia.
La titolare dell’oreficeria è stata poi ascoltata dagli investigatori. La donna avrebbe riconosciuto uno dei due banditi: proprio stamattina, infatti, uno dei due malviventi era entrato nella gioielleria, dicendo di dovere effettuare un acquisto. Ma aveva rimandato l’acquisto, dicendo che “sarebbe tornato nel pomeriggio”. Quello che si è poi rivelato essere un malvivente ha mantenuto le promesse, tornando poche ore dopo in compagnia del complice.
Con ogni probabilità, il suo era solo un sopralluogo prima del colpo, che ha fruttato – secondo le prime stime – tra i 10 ed i 12 mila euro.
La zona, dopo l’allarme dato al 112, è stata raggiunta dai carabinieri della stazione di Squinzano, dipendenti dalla compagnia di Campi Salentina, e dai colleghi del reparto scientifico. Il lavoro dei militari è reso difficile dall’assenza di telecamere di videosorveglianza nella gioielleria, ma qualche elemento utile alle indagini potrebbe emergere dall’analisi dei filmati registrati dalle attività commerciali vicine.