E’ finita sotto processo, con le accuse di stalking, percosse e ingiurie, Anna Maria Durante, 60enne leccese. Per tre anni, dal giugno del 2009 al marzo del 2012, avrebbe perseguitato la figlia, di 35 anni, e l’ex marito, un vigile urbano leccese in pensione.

Le  presunte condotte persecutorie sarebbero iniziate subito dopo la separazione. La donna non avrebbe accettato la fine del matrimonio e il fatto che il compagno si fosse già rifatto una vita. Pedinamenti, appostamenti, telefonate ed sms ad ogni ora del giorno e della notte. Anche da diversi numeri telefonici. Sei in particolare. Sarebbero state proprio le tante schede utilizzate ad incastrarla.

Una consulenza disposta sulle celle telefoniche dalla procura avrebbe permesso agli investigatori di risalire a lei.

Ora il sostituto procuratore Stefania Mininni, che ha condotto le indagini, ha emesso la citazione diretta a giudizio della donna che, a partire dal 31 gennaio prossimo, dovrà presentarsi davanti alla prima sezione monocratica del Tribunale di Lecce.

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