Nel 2015 per i contribuenti salentini si profila una nuova stangata di 766 euro medi. È quanto calcola l’Osservatorio periodico della Uil Servizio Politiche Territoriali conteggiando annualmente, da qui al 2015, anno questo in cui il federalismo fiscale andrà a regime, i possibili aumenti delle addizionali Irpef.

“Già da quest’anno – spiega Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce – il Decreto attuativo del federalismo fiscale dà alle Regioni la possibilità di aumentare le aliquote Irpef “congelate” fino al 2011, dello 0,5% oltre l’aliquota di base (1,73% l’aliquota massima) a sua volta aumentata dal Governo Monti dallo 0,9 all’1,23%. A ciò si aggiunge il recente Decreto sulla spending review che anticipa al 2013, anziché dal 2014, la facoltà di aumentare dello 0,6% le Addizionali Regionali Irpef nelle Regioni alle prese con il deficit sanitario, tra le quali la Puglia. Ma non è finita qui perché nel 2015, con l’entrata a regime del federalismo fiscale, ci potrebbe essere un ulteriore aumento dell’aliquota dell’1%, portando l’aliquota massima al 3,33%”.

Per i contribuenti salentini e pugliesi, si calcola che il gettito pro-capite per le Addizionali regionali Irpef passerà dai 352 euro medi del 2012 ai 536 euro del 2013, per raggiungere quota 766 euro nel 2015 (+117,6%).

“Un carico fiscale che peserà principalmente sulle tasche dei lavoratori dipendenti e pensionati, che rappresentano l’85% del totale dei contribuenti – evidenzia Giannetto – davvero ingiustificabile, se si considera che il 10,8% del gettito dell’Addizionale regionale Irpef è utilizzato per coprire i costi per il funzionamento degli Organi costituzionali (Consigli e Giunte)”.

Di fronte a questi possibili aumenti, per la Uil “è necessario partire dalla razionalizzazione della spesa pubblica improduttiva, combattendo gli sprechi, ad iniziare dai costi della politica, evitando di far leva sul fisco locale”. Il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto, ritiene inoltre “fondamentale che l’Irpef regionale sia applicata con criteri socialmente sostenibili da parte di chi vive con un reddito fisso. A tal proposito rilanciamo la nostra proposta di applicare le aliquote progressive per scaglioni di reddito e soprattutto, di prevedere una no tax area per i lavoratori dipendenti e pensionati come per l’Irpef nazionale”.

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