Avrebbero abusato di una loro dipendente ed erano finiti sotto processo con l’accusa di violenza sessuale ma i titolari di un’impresa di pulizie sono stati assolti per non aver commesso il fatto.

E’ quanto deciso dai giudici della prima sezione penale, Presidente Stefano Sernia, relatore Silvia Minerva, a latere Anna Paola Capano, nel processo in cui erano imputati Paolo Stifanelli, 33enne di Nardò e Giovanni Russo, 45enne di Galatone. Il collegio giudicante ha accolto in pieno le richieste del pubblico ministero Giovanni Gagliotta e degli avvocati difensori dei due imputati, Riccardo Giannuzzi e Tommaso Valente. I legali, nelle loro arringhe difensive, hanno confutato la tesi della difesa e sostenuto come i rapporti siano stati assolutamente consenzienti. Secondo quanto denunciato dalla presunta vittima, una 29enne di Galatone, le violenze si sarebbero consumate nell’ottobre del 2008. La giovane, a suo dire, in due episodi differenti sarebbe stata violentata dagli imputati. In particolare, così come si legge nel capo d’imputazione, sarebbe stata anche oggetto di minacce da parte di Russo a non rivelare nulla dei rapporti avuti con lui e Stifanelli. La donna sarebbe stata messa spalle al muro. Il 45enne le avrebbe riferito di essere in possesso di fotografie e registrazioni relative agli incontri. Inoltre sempre Russo doveva difendersi dalle accuse di minacce, ingiurie e percosse. Il 4 novembre sempre del 2008 avrebbe schiaffeggiato la dipendente riempiendola di offese. Stifanelli e lo stesso Russo erano finiti sotto processo anche per il reato di violenza privata. Secondo l’accusa, il 14 marzo del 2009, avrebbero minacciato il compagno della donna a ritirare la denuncia sbattendolo contro un muro e colpendolo ripetutamente al volto con diversi pugni. L’indagine scattò con una querela presentata presso la caserma dei carabinieri di Galatone da parte della presunta vittima a distanza di circa due settimane dalle violenze subite dando il via ad una serie di accertamenti. Insieme alla madre, al padre e al compagno, la 29enne si era costituita parte civile con gli avvocati Domenica De Simone e Fabrizio Mangia.

 

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