Furto aggravato e violazione dagli obblighi della sorveglianza speciale. Con queste accuse è stato condannato in abbreviato dal gup Vincenzo Brancato Maurizio Ponzetta, 49enne di Aradeo, perché ritenuto responsabile di un colpo in abitazione nel centro del paese.

Ilo giudice, nella sua sentenza, è andato anche oltre quanto chiesto dal pm Roberta Licci. La pubblica accusa aveva chiesto 3 anni ed 8 mesi di reclusione. L’arresto risale al tardo pomeriggio del 6 dicembre del 2011. Il presunto ladro, sorvegliato speciale, venne sorpreso in casa dal proprietario mentre era intento a rovistare nei cassetti della camera da letto. Ne nacque una colluttazione ma Ponzetta riuscì a divincolarsi e a scappare. L’immediato intervento dei Carabinieri, consentì, dopo il riconoscimento avvenuto grazie alle descrizioni del testimone, di rintracciare nella piazza del paese, dopo pochi minuti, Ponzetta, e dopo una perquisizione personale, all’interno di una tasca,  i militari ritrovarono la somma contante di 70 euro, suddivisa in 2 banconote da 20 euro, 2 da 10 e 2 da cinque, stessi tagli della cifra portata via dall’abitazione e pertanto sequestrate e restituite al legittimo proprietario. Ponzetta finì così in carcere dove si trova tuttora detenuto, nonostante subito dopo il suo arresto, gli avvocati difensori presentarono ricorso, poi respinto, davanti ai giudici del Tribunale del Riesame. Nel corso dell’udienza odierna i legali avevano chiesto l’assoluzione di Ponzetta perché il fatto non sussiste e l’applicazione del minimo della pena perché in sede di interrogatorio di convalida il proprio assistito aveva negato ogni addebito.

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