Non dovrebbe avere nessuno sbocco processuale l’indagine sull’incidente stradale verificatosi lo scorso 28 luglio 2011, in cui persero la vita tre giovanissimi, Antonio Felline, 19enne, Marco De Mitri, di 18 e Alex Zacheo, di 19, tutti di Nardò, con quest’ultimo deceduto in una stanza del reparto

di Lungodegenza, dopo cinque mesi di coma, il 22 dicembre del 2011. Il sostituto procuratore Alessio Coccioli ha chiesto l’archiviazione del procedimento perché il reato è estinto per morte del reo e ora si aspetta la parola finale, quella del gip Carlo Cazzella. Il giudice dovrebbe chiudere definitivamente il caso perché nel corso delle indagini non sono state ravvisate presunte responsabilità nell’incidente da parte di altre persone. L’indagine si avvalse di una consulenza tecnica svolta da un perito che ha consentito di verificare come il tragico incidente si sarebbe verificato per una condotta di guida non adeguata da parte del conducente della Fiat Punto in cui sedevano i tre ragazzi. Per la Procura, la vettura era condotta, con un elevato grado di probabilità,  da Antonio Felline. In questo senso depongono le circostanze che il 19enne era l’unico patentato dei tre ragazzi e il fatto che una scarpa del giovane sia stata trovata dalle forze dell’ordine, intervenute per i rilievi, tra la pedaliera dell’auto. Dall’approfondita consulenza sarebbe poi emersa la fondata probabilità che un sorpasso non consono, effettuato poco prima da uno scooter nella direttrice di marcia opposta rispetto a quella percorsa dalla Punto, possa aver causato una sorta di “turbativa” nella marcia della Punto, tanto da determinarne lo scarrocciamento sul bordo sterrato della strada con un successivo sbandamento e causando le tragiche conseguenze. Tale ipotesi è emersa nel corso delle indagini da un’approfondita analisi delle immagini riprese da una telecamera privata del cancello di una villa che sorge nelle immediate vicinanze rispetto al punto in cui si è verificato il sinistro. Ogni sforzo investigativo, in tal senso da parte della Procura, tuttavia, non ha consentito di raccogliere elementi in qualsiasi modo utili all’identificazione dello scooter e del suo conducente. Da qui la richiesta di archiviazione formalizzata dal pm Coccioli su una triste vicenda che scosse l’intera comunità neretina e non solo. Secondo quanto accertato dai carabinieri, l’incidente si verificò nei pressi di località “Cenate”. I tre ragazzi viaggiavano in direzione di Nardò e rientravano in piena notte a casa dopo aver probabilmente trascorso la serata in una delle marine neretine. All’improvviso, l’auto subì una sbandata verso sinistra e avvenne così la prima collisione con una Lancia Y. L’impatto fatale, però, si verificò con un secondo mezzo, una Renault Scenic. La Punto, a quel punto, si ribaltò e i tre ragazzi rimasero intrappolati. Felline era assistito dall’avvocato Antonio Palumbo, De Mitri da Luigi Patore, mentre la madre e le tre sorelle di Zacheo dal legale Donato Maruzccia, il padre, invece, da Ezio Maria Tarantino.