Confermata anche dai giudici della Corte d’Assise di Taranto la condanna all’ergastolo per Lucia Bartolomeo, l’infermiera di Taurisano accusata dell’omicidio del marito, Ettore Attanasio, 36enne deceduto la notte tra il 29 e il 30 maggio del 2006. Dopo circa quattro ore di camera di consiglio, i giudici (presidente Rosa Sinisi, a latere Bombina Santella e giudici popolari) hanno letto il dispositivo, alla presenza dei familiari e dell’imputata e della vittima.

Prevedibilmente le reazioni sono state diametralmente opposte. Il procuratore generale Lorenzo Lerario aveva chiesto una parziale riforma della sentenza chiudendo la sua requisitoria con una richiesta a 24 anni di reclusione riconoscendo all’infermiera le attenuanti generiche. In precedenza avevano discusso gli avvocati difensori della donna, Pasquale Corleto e Silvio Caroli, che avevano sollecitato l’assoluzione della loro assistita perché il fatto non sussiste. Sia in primo che in secondo grado la Bartolomeo era stata condannata all’ergastolo ma lo scorso 15 novembre i giudici della Suprema Corte avevano annullato la sentenza di condana emessa il 12 maggio del 2010 dalla Corte d’assise d’Appello di Lecce. Secondo il ragionamento degli ermellini, pur dando per appurato il fatto che l’imputata avesse somministrato la droga al marito, non era possibile stabilire, oltre ogni ragionevole dubbio, che fosse stata quella dose di eroina a uccidere il fabbro senza escludere che il decesso sia stato in qualche modo causato dalle condizioni di salute dell’uomo. I giudici disposero anche che il processo venisse celebrato a Taranto e nell’udienza dello scorso 30 maggio, in aula discussero i consulenti tecnici della parti che dovevano pronunciarsi sulla quantità di eroina presente nel corpo della vittima. Il contraddittorio fece emergere tesi piuttosto differenti tra difesa e accusa. Nel corso del processo, sia di primo che di secondo grado, gli avvocati difensori hanno sempre evidenziato come nessuna perizia sia stata eseguita sulla flebo che la Bartolomeo avrebbe utilizzato per somministrare la dose letale di eroina. L’infermiere venne arrestata con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dall’aver agito col mezzo di sostanze venefiche e nei confronti del coniuge. Il movente dell’efferato omicidio sarebbe legato alla volontà dell’infermiera di rifarsi una vita con il suo amante. Secondo le indagini compiute dagli agenti del Commissariato di Taurisano, ad incastrare la donna ci sarebbero alcuni sms inviati al nuovo compagno con cui la Bartolomeo annunciava l’imminente decesso del marito, affetto da un tumore ai polmoni. Ora il nuovo pronunciamento dei giudici di secondo grado. Il collegio difensivo della donna, rappresentato dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, Silvio Caroli e Vincenzo Del Prete, dopo aver letto le motivazioni che verranno depositate entro i prossimi 90 giorni, ricorrerano ancora una volta in Cassazione. La parte civile, rappresentata dalla figlia della coppia nel frattempo affidata ad un curatore, l’avvocato Tiziana Petrachi, era rappresentata dal legale Francesca Di Mitri.
TITOLO: UCCISE IL MARITO? ANCHE IN PPELLO LA BARTOLOMEO CONDANNATA ALL’ERGASTOLO