Si chiude la III Edizione del Festival “La voce degli Angeli”, venerdì 12 ottobre 1012 presso il Teatro Paisiello di Lecce e sabato 13 ottobre, presso il Teatro Filograna di Casarano, entrambe le serate alle ore 21.00, sul tema “I maestri di musica”. 

Un omaggio all’opera buffa del Settecento attraverso la celebrazione della figura del “Maestro di musica” nello stile di  Telemann, Cimarosa e Haendel.
L’originale evento proporrà “Il Maestro di Scuola” di G. Ph. Telemann, “Il Maestro e lo Scolaro” di Joseph Haydn e “Il Maestro di Cappella” di Domenico Cimarosa.

Abbiamo incontrato la musicista Lucia Rizzello, direttore artistico del Festival.

* Lei è il Direttore Artistico del Festival Internazionale per Voci bianche, Sopranisti, Contraltisti, Falsettisti e … “La Voce degli Angeli”, un interessante Progetto che cura da 3 anni  in collaborazione con il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, per la promozione della cultura musicale antica sul territorio salentino.
L’attenzione su alcuni aspetti della vocalità barocca pone questo Festival in una posizione particolarmente nevralgica nel tessuto concertistico del Salento…

Quando ebbi l’idea di creare a Casarano, ridente cittadina del sud Salento, “La voce degli Angeli”,  il Festival Internazionale di Voci bianche, sopranisti, contraltisti, falsettisti e…- organizzato in seno all’Associazione Musicale “Accademia dei Serenati”, trovai nel Conservatorio “T. Schipa” un entusiasta partner per la realizzazione di questo progetto. Infatti, fui affiancata e sostenuta sin dall’inizio, contribuendo alla realizzazione di un Festival che è un crescendo…
Sono già tre anni che sulla scena si alternano cantanti, musicisti, fanciulli cantori, italiani e stranieri di rilievo e di fama nazionale ed internazionale. La peculiarità del Festival è data dal repertorio dei vari concerti, dedicata soprattutto alla musica antica, con la particolarità di programmi che prevedono l’utilizzo delle voci, bianche, di sopranisti, contraltisti e falsettisti in genere; questo per ricreare fedelmente quello che era d’uso nel ‘700, quando alle donne non era permesso cantare in chiesa o era disdicevole per loro cantare in teatro, quindi le parti musicali e le arie più acute, sia sacre che profane, venivano eseguite, da fanciulli cantori o da uomini che in giovane età subivano l’evirazione; dalle cronache d’epoca risulta, che per il Sud Italia, questa macabra pratica venisse eseguita a Lecce; i castrati, quindi, conservavano da adulti un timbro vellutato ed una estensione vocale grandissima che andava dai suoni gravi ai suoni acutissimi, ed erano capaci anche di virtuosismi estremi, tipici delle voci femminili, tanto da essere definiti  “Angeli”… uno per tutti, Carlo Broschi detto “Farinelli”.

* Preziosità del Festival è sicuramente quella di presentare al pubblico alcune delle pagine inedite del repertorio antico: questo lascia immaginare quanta ricerca ci sia dietro ogni singola produzione.

Nel programma del Festival di quest’anno sono state presentate composizioni in prima esecuzione assoluta in tempi moderni; ma la cosa ancora più interessante ed emozionante è stata quella di riscoprire e ridare vita a delle pagine di splendida musica di autori salentini, la “Messa in sol minore” di Giosuè Lillo di Ruffano ed l’ “Oratorio Gioas re di Giuda” di Michele Arditi di Presicce, dove il protagonista, Gioas appunto, è un bambino di sette anni, che per l’occasione è stato interpretato da Felix Scott-Copeland, fanciullo cantore del Coro della Cattedrale di Oxford ed il ruolo della madre Sebìa è stato tenuto dalla  vera madre di Felix, Emma Scott-Copeland, splendido soprano inglese. Il Lillo e l’Arditi sono stati tra i tanti salentini che nel Sei-Settecento si sono recati a Napoli per approfondire gli studi musicali, ed i nostri sono stati entrambi allievi di grandi maestri della Scuola Napoletana del ‘700, Niccolò Jommelli, Giovanni Paisiello… Prima però di giungere all’esecuzione c’è stata una lunga e grande ricerca, storica, di acquisizione dei Manoscritti in varie biblioteche italiane ed americane, di decodificazione della notazione poichè molte pagine di musica presentavano macchie di inchiostro ed usura del tempo, quindi spesso si son dovute ricostruire parti di pentagramma con le relative note, articolazioni, sonorità.

* Un altro aspetto accattivante del Festival è la sinergia con le varie espressioni culturali del territorio: mostre, concorsi, esposizioni affiancano i vari appuntamenti musical. Un impegno molto complesso…

Sono fermamente convinta che, maggiore è la sinergia tra le molteplici espressioni culturali del territorio e maggiore è la diffusione, la visibilità di tutte le realtà coinvolte e la crescita culturale si amplifica in modo quasi esponenziale … è proprio il caso di dire l’unione fa la forza. Partner attenti sono stati sempre il Comune di Casarano, la Provincia di Lecce, e per alcuni appuntamenti anche i Comuni di Lecce, Brindisi e Presicce. E’ stato faticoso all’inizio coordinare i vari partner ma alla fine il risultato ha ben ripagato la grande fatica. Nell’avvio, tre anni fa, sono stata affiancata dalla giovane imprenditrice Laura Rizzello che ha creduto fortemente nel progetto ed ha lavorato con me fianco a fianco per avvicinare e coinvolgere tanti partner e pian piano tutto ha preso forma; preziosissimo è stato l’aiuto ed il sostegno che mi hanno dato e continuano a darmi le Socie della FIDAPA di Casarano, della quale io stessa sono Socia, i Lions Club di Casarano; i parroci don Agostino Bove, don Antonio Albano, don Antonio Schito che hanno aperto le loro parrocchie alla musica antica, facendo risuonare nuovamente, con timbri e voci del passato, le splendide chiese barocche della cittadina ed anche l’organo storico che si trova nella Chiesa Madre; importantissima è stata anche l’esperienza del concorso fotografico “Fotografiamo la musica” organizzato insieme all’Associazione di fotoamatori “PHOTOSINTESI” di Casarano, all’interno del quale verranno scelti i migliori scatti di ogni singolo concerto e ci sarà la premiazione nel chiostro del Comune di Casarano, domenica 21 ottobre prossimo; altra interessante collaborazione è stata quella con “Serafino – Apulia – incoming operator” di Lecce, che ha inserito nei suoi pacchetti turistici i concerti del Festival, promuovendo il territorio anche dal punto di vista culturale e musicale con la riscoperta di pagine inedite di autori Salentini; collaborazione stretta e proficua infine con altre realtà musicali salentine quali “Nireo”, il “Festival del XVIII secolo” ed il Festival “Il Montesardo”.

* L’omaggio a Vittorio Prato, giovane cantante con una brillante carriera internazionale, è un evento particolarmente atteso il prossimo 12 e 13 Ottobre: una produzione molto interessante che vede coinvolta una compagine nutrita di altri interpeti.

Alcuni anni fa una mia amica violinista barocca di Roma aveva conosciuto Vittorio Prato, il baritono leccese, in un concerto al Parco della Musica e ne aveva elogiato in toni entusiastici le doti vocali e musicali; io non lo conoscevo ma incuriosita, cominciai, da allora a seguire sul web la sua brillante carriera; l’ho avuto l’opportunità di ascoltarlo dal vivo in una brillante esecuzione del Don Pasquale, nella Stagione Lirica a Lecce. Quando ho deciso di programmare questo concerto, che prevede nelle cantate buffe di Telemann e Cimarosa un baritono, ho pensato subito a lui, sia per la sua competenza nel repertorio antico, sia per mettere in risalto un nostro così talentuoso giovane cantante leccese. Nella produzione sono coinvolti più di 50 interpreti; il critico musicale Eraldo Martucci, che farà l’introduzione critica ai concerti; 30 bambini che comporranno la compagine corale formata dai 2 cori di voci bianche, “Sull’ali del canto” del Conservatorio “T. Schipa” di Lecce e “Caesaranum” di Casarano; l’orchestra barocca “Accademia dei Serenati” sarà composta da 20 validissimi musicisti salentini, tra i quali anche alcuni docenti ed allievi del Conservatorio “T.Schipa” di Lecce, altri provenienti da varie parti d’Italia: Firenze, Roma, Napoli, Monopoli, Padova, Trieste, tutti specializzati nell’esecuzione della musica antica con strumenti originali o copie; la regia sarà affidata alle bravissime Margarita Franja e Manuela Trianni, della compagnia – Kantine Teatrali – di Casarano.

* Parliamo un po’ della sua formazione musicale, come nasce il suo interesse verso il barocco?

Sin dai primi anni di studio del flauto nel Conservatorio “T.Schipa” di Lecce, ero attratta dal repertorio barocco; ricordo ancora quando il mio insegnante, Salvatore Stefanelli, mi propose le Sonate de “Il Pastor Fido” di Nicolas Chedeville, attribuite ad Antonio Vivaldi, ne rimasi folgorata; nel mio esercizio a casa ero sempre impaziente di terminare lo studio della tecnica giornaliera per poi dilettarmi con sonate e concerti barocchi. Alla fine degli anni Ottanta, ancora non suonavo gli strumenti storici, ed insieme ad altri amici musicisti, Luigi Bisanti all’altro flauto, Corrado de Bernart al clavicembalo e Marcello Forte al violoncello, formammo un quartetto barocco, eseguendo il vasto repertorio settecentesco in numerosissimi concerti. Negli anni novanta ho intrapreso lo studio del Traversiere conseguendo la specializzazione nell’esecuzione del repertorio antico, dal Medioevo al Classico con i Flauti storici, presso il prestigioso Dipartimento di Musica Antica della Scuola Civica di Milano sotto la guida di Ezequiel Recondo e presso il Conservatorio “Pedrollo” di Vicenza con Marcello Gatti; ho seguito poi dei Master di perfezionamento con Barthold Kuijken, punto di riferimento per il Traversiere nel panorama musicale antico internazionale. Ho avuto tra gli altri docenti Diego Fratelli per Polifonia Rinascimentale e Contrappunto, Lorenzo Ghielmi per Musica da Camera, Antonio Frigè e Leonardo Taschera per Basso Continuo, Pedro Memelsdorff per lo Studio del Trecento, Laura Alvini per la Musica del periodo Classico, Roberto Gini per la Musica da Camera del Seicento, Stefano Toffolo per Iconografia musicale, Renato Calza per Drammaturgia, Stefano Lorenzetti per i Temperamenti ed ultimo ma non ultimo Marco di Pasquale che mi ha seguito nel lavoro della tesi – “Il Cantar sensibile” il Traversiere a Napoli nella prima metà del Settecento – della quale a breve uscirà una pubblicazione. Ho fatto parte come primo traversiere di varie orchestre barocche sotto la direzione di Enrico Gatti, Alfredo Bernardini, Barthold Kuijken, Ottavio Dantone, Jerome Correas, Paolo Faldi, Gianluca Capuano, Riccardo Favero, Vanni Moretto registrando numerosi Cd. Mi sono diplomata, a Vicenza, in direzione d’orchestra sotto la guida del maestro Romolo Gessi ed ho frequentato master di perfezionamento con Julius Kalmar e Donato Renzetti dirigendo poi numerose compagini orchestrali.

*A quale autore o produzione è particolarmente legata?

Sono sempre commossa quando ascolto e suono la musica di J. S. Bach; ricorderò per sempre l’emozione ed il trasporto che ho provato quando ho suonato per la prima volta la Passione secondo Matteo e l’Oratorio di Natale, pilastri del repertorio barocco.

* Per concludere, a suo avviso, c’è sempre spazio per l’idea della musica antica come grande risorsa presente per i territorio?

Assolutamente sì. È proprio attraverso la musica antica, la conoscenza dei trattati, la conoscenza della prassi esecutiva dell’epoca che noi possiamo arricchire e ridare alle pagine di musica, anche di compositori salentini barocchi, vita e fulgore, facendo risuonare le nostre chiese, i nostri palazzi, le vie e le  piazze, con i suoni e i timbri degli strumenti e delle voci angeliche che vibravano anticamente nel nostro territorio.

“Lucia Rizzello si diploma in flauto traverso presso il Conservatorio di Musica di Stato  di Rovigo e si perfeziona con Mario Ancillotti, Angelo Persichilli, Maxence Larrieu, Massimo Mercelli.     
L’interesse per la musica del XVII e XVIII secolo eseguita con gli strumenti originali l’ha portata ad intraprendere lo studio del flauto traversiere. Si è laureata in flauto barocco e classico presso la “Civica Scuola di Musica di Milano”, in traversiere presso il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “A. Pedrollo”di Vicenza, e in direzione d’orchestra sotto la guida del M° Romolo Gessi.
Ha svolto per circa vent’anni l’attività di Flautista e Ottavinista presso l’Orchestra Sinfonica dell’Amministrazione Provinciale di Lecce, l’Orchestra da Camera dell’Istituzione Concertistica Salentina, l’Orchestra Internazionale della Magna Grecia sotto la direzione dei grandi Maestri: B.Aprea, M.Pradella, M.Marvulli, N.Samale, K.A.Richenbacher, C.Franci, M.Rota, G.Kuhn, ecc, collaborando con solisti di fama internazionale, quali: P.Amoyal, R.Bruson, M.Maisky, Milva, B.Lupo, L.Bacalov (Premio Oscar), ecc. Il suo repertorio spazia dalla musica medievale alla musica contemporanea.
Nel 1990 ha fondato l’ensemble di musica antica “I Musici Serenati” con il quale svolge intensa attività concertistica. Collabora anche con numerosi gruppi da camera e orchestre nell’ambito di Stagioni Musicali di rilevanza internazionale in Italia (“Musica e poesia a San Maurizio” – Milano, “Regie Sinfonie” I Musici di Santa Pelagia – Torino, “Le città della musica” Ensemble Flora – Roma, “Echi lontani” Cagliari, Bergamo, Venezia, “Oficina Musicum”  Padova, Vicenza, Brescia, Urbino, Lecco, Siena, Bari, Potenza, Matera, Palermo …)  e all’estero (Germania, Albania, Ungheria, Austria …),
Ha inciso per Stradivarius, DAD records, Amadeus, Officina Musicum, SONY dadc, Mastery Records
Ha curato spesso i rapporti con l’estero e il coordinamento e la direzione artistica di eventi musicali di rilevanza internazionale”.