E’ stata depositata nelle scorse ore la richiesta di revoca della misura cautelare in carcere a carico di Domenico Giancane, l’imprenditore monteronese di 63 anni, arrestato mercoledì scorso con l’accusa di aver gestito un giro di prestiti con tassi capestro.

Gli avvocati difensori, Massimo Bellini e Andrea Sambati, hanno allegato all’istanza una copiosa documentazione con cui si attesterebbe la correttezza dei rapporti commerciali intercorsi tra Giancane e l’imprenditore che con la sua denuncia ha consentito di aprire uno squarcio su un presunto giro di usura. Nel frattempo, in attesa della decisione del gip sulla richiesta di scarcerazione, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Lecce, guidati dal maggiore Giuseppe Colizzi, continuano nel loro lavoro con una serie di blitz eseguiti in casa delle presunte vittime di Giancane. Nei giorni scorsi, gli investigatori hanno “visitato” le abitazioni di almeno cinque imprenditori a Monteroni e nei vicini comuni di San Pietro in Lama e Lizzanello. Nel corso dei loro interrogatori, ipotesi comunque ancora tutta da confermare, le vittime non avrebbero collaborato e gli imprenditori avrebbero riferito di regolari rapporti di credito con Giancane senza fare riferimento a tassi usurari.

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