Avrebbe palpeggiato una 35enne di Casarano per ben due volte sul treno delle Ferrovie del Sud Est e con le accuse di violenza sessuale e furto aggravato A. C., 20enne di Parabita, è stato rinviato a giudizio dal gup Alcide Maritati così come richiesto dal sostituto procuratore Stefania Mininni.

L’istruttoria dibattimentale si aprirà il prossimo 4 febbario davanti ai giudici della seconda sezione penale. Secondo le indagini coordinate dai carabinieri della Compagnia di Casarano, le presunte violenze si sarebbero consumate l’11 luglio 2011 e il 5 settembre dello stesso anno sulla tratta ferroviaria che collega Casarano con Gallipoli. Nella prima occasione, il 20enne avrebbe palpeggiato la donna che le sedeva accanto, facendola cadere per terra dopo aver cercato di costringerela a consumare un rapporto orale. Poi l’uomo si sarebbe masturbato dinanzi ai suoi occhi. Il secondo episodio si sarebbe verificato due mesi dopo. Il 20enne avrebbe sosrpreso la 35enne sul primo vagone del treno e dopo averle rubato il borsello la costrinse a seguirlo in un vagone vuoto e lì Cataldi avrebbe nuovamente palpeggiato la passeggera cercando di consumare, anche in questo caso, un rapporto orale. La 35enne, però, ebbe il coraggio di segnalare gli abusi subiti al capotreno che chiese l’immediato intervento dei carabinieri. Grazie alle testimonianze raccolte e alla querela della presunta vittima i militari chiuesro il cerchio attorno al 20enne. Nel corso dell’udienza preliminare, l’avvocato difensore Giuseppe Vinci aveva invocato il non luogo a procedere per il suo assistito per mancanza di prove. A suo dire, la querela della 35enne non sarebbe stata “né puntuale né lineare e faceva riferimento ad alcuni elementi che non sarebbero stati accertati”. La 35enne si è costituita parte civile con l’avvocato Giovanni Bellisario.

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