Avrebbe intascato circa 130 mila euro, cifra relativa agli importi relativi al pagamento dei bolli auto a lui versati da ignari clienti dell’agenzia per cui lavorava e Marco Marrocco, 35enne di Taviano, in abbreviato, è stato condannato a quattro anni di reclusione con le accuse di truffa aggravata

, appropriazione indebita e peculato. Il sostituto procuratore Massimiliano Carducci aveva chiesto tre anni e e sette mesi di reclusione. Secondo le indagini condotte dalla guardia di finanza di Casarano, Marrocco si sarebbe appropriato delle somme in periodi di tempo differenti, dal 2005 fino all’agosto del 2008, denaro di cui ne deteneva il possesso o comunque la disponibilità in ragione del servizio svolto. Marrocco, hanno accertato le indagini, era preposto alla ricezione delle somme di denaro da parte dei contribuenti ed alla consegna delle ricevute di pagamento e in seguito “con artifizi e raggiri” per dirla con la prosa del pm, Angela Rotondano, avrebbe provveduto ad annullare per via telematica, trattenendo così il denaro ricevuto e arrecando in tal modo un notevole danno alla Regione Puglia. Sono stati gli stessi clienti a segnalare il dipendente indisciplinato quando, a distanza di anni, pur avendo regolarmente e tempestivamente pagato le tasse automobilistiche, hanno ricevuto avvisi di pagamento bonario da parte della Regione, comprensive di sanzioni ed interessi. Inoltre l’imputato, per coprire una minima parte del buco, avrebbe acceso presso il Banco di Napoli di Taviano ed intestato all’agenzia Portaccio pagamenti effettuati telematicamente nei confronti della Regione Puglia per un ammontare di circa 14 mila euro per cercare di zittire i clienti. Questi ultimi si erano lamentati con il titolare dell’agenzia che le tasse automobilistiche non risultavano da loro pagate. L’imputato era difeso dagli avvocati Biagio Palamà e Vincenzo Venneri. L’agenzia Portaccio si è costituita parte civile con l’avvocato Angelo Valente

 

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