Perché questo riferimento alle parole?  Perché parlando del Lecce sono convinto che si stia cominciando ad esagerare. Ma, per caso, non è giusto esaltare la propria squadra? Non solo è giusto, ma anche doveroso perché il tifoso, il giornalista così come ha l’obbligo di puntualizzare gli aspetti negativi

di una prestazione, ha lo stesso obbligo di puntualizzarne gli aspetti positivi ma in entrambi i casi ha l’obbligo della sobrietà nel commento. Questo da qualche settimana non sta accadendo.
Ma se è legittimo che ad esaltarsi anche oltre misura siano i tifosi più giovani e più visceralmente attaccati alla squadra, lo è di meno se questa esaltazione contagi chi è preposto a tenere bassa l’esaltazione pena una possibile incidenza negativa sulla squadra. Andiamo a vedere i fatti. Per il Lecce, in questo momento, non ci sono aggettivi che possano adeguatamente corredare questa che sembrerebbe essere una cavalcata trionfale, ma parlare di “campionaticidio” o peggio di “probabile campionato già finito a gennaio” ce ne corre. Passi, ripeto,  se questo è il solito refrain del tifoso viscerale, ma bisogna stoppare subito se questo viene propalato da un organo di stampa o, addirittura, da qualche altissimo addetto ai lavori e mi riferisco in particolare alle esternazioni del Presidente che ha affermato che di questo passo a gennaio il campionato sarà finito.
Bene, giusto, OK! E dopo gennaio? Cosa faranno i calciatori, andranno per caso in cassa integrazione per mancanza di avversari da battere? So che anch’io forse sto calcando un po’ troppo la mano, ma mi rimane sempre la pompa dell’acqua con la quale spegnere qualche principio d’incendio. Sono d’accordissimo con quel saggio allenatore che sta cercando di nascondere la sua gioia facendo costanti iniezioni di umiltà. Presidente Tesoro, lei che per la squadra rappresenta il massimo, ritengo non sia opportuno che si lasci andare a considerazioni così esaltanti perché questo potrebbe rappresentare un comodo alibi per i calciatori nel caso ci fossero delle prestazioni negative, da non escludere a priori! Credo che per tenere sempre intelligentemente sulla corda i calciatori che, non dimentichiamo, sono dei baldi giovani, alcuni addirittura ventenni, sia necessario fissare degli obbiettivi parziali  che rientrino nel grande obbiettivo finale che è quello della promozione. Non so, ma penso ad inseguire  alcuni record tipo l’imbattibilità, il maggior  numero di vittorie sia in casa che in trasferta, il maggior numero di reti segnate, il minor numero di reti subite. Esigere che le stranezze che ho proposto siano raggiunti con premialità extra contrattuali da ricercare con sponsorizzazioni che premino questi singoli obbiettivi, mantenendo così costantemente il livello di impegno per tutto il campionato.
Voi, amici lettori, capirete benissimo che io sto mettendo anche le mani avanti per evitare che ci possano essere sorprese dovute a cali di tensione. Chi è anziano come me ricorda di tanti campionati considerati vinti e poi persi o sul filo di lana o addirittura con settimane di anticipo come successe a squadroni tipo Juventus con la Lazio e con nove punti di vantaggio, campionato perso sia pure per l’acqua di Perugia, o al  Milan che addirittura nell’era dei due punti, a dieci giornate dalla fine e con un vantaggio di sette punti, pari a dieci/undici di adesso, fu raggiunto nello spazio di otto partite.
Occhi sempre aperti quindi, niente campionaticidio o campionato finito a gennaio! I tifosi sognino pure tutto quanto possa esaltare la loro dote onirica, ma gli addetti ai lavori, ( a tal uopo bravo Lerda!), facciano professione sì di autostima ma anche di una corretta umiltà.