Francesco Ciotola, 55enne di Cutrofiano e Maria Vincenza Sacco, originaria di Foggia, di 54 anni, sono stati condannati rispettivamente ad un anno e sei mesi ad un anno e quattro mesi.

La successiva relazione del curatore fallimentare ha accertato come marito e moglie avrebbero distratto, nei mesi precedenti al crack dell’azienda, alcuni beni. Si fa riferimento ad un appartamento ubicato a Foggia del valore di quasi 105 mila euro ceduto, il 13marzo del 2009, ad una società amministrata dalla Sacco per un corrispettivo di 70 mila euro. L’intera cifra, secondo l’accusa, sarebbe rientrata nella disponibilità dei coniugi. La società fallita, infatti, avrebbe emesso tra il 23 e il 26 marzo sempre di quell’anno sette assegni circolari, del valore di 10 mila euro ciascuno, incassati dallo stesso Ciotola. Nel processo, il curatore fallimentare non si è costituito parte civile.

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