Ferrario in allenamentoUn’ora esatta per confermare quanto già dichiarato lo scorso 22 marzo. Tanto, anzi poco è durato il secondo interrogatorio del difensore del Lecce Stefano Ferrario davanti agli investigatori della Procura federale, al lavoro sull’inchiesta legata al calcioscommesse.

Il 27enne calciatore è stato convocato per precisare quanto accaduto nei giorni precedenti la partita Lecce-Lazio, finita 2-4, ultima giornata della serie A 2010-11. Al riguardo l’ex calciatore Alessandro Zamperini aveva dichiarato ai magistrati di Cremona di aver incontrato l’amico Ferrario per riferire l’interesse manifestato dal macedone Ilievsky alla combine: “Il Ferrario – si legge nel verbale di Zamperini – si è rifiutato tuttavia di incontrare l’Ilievsky, rappresentando che lui non avrebbe disputato quell’incontro e comunque non era disposto a fare quel genere di cose”. Una versione confermata da Ferrario lo scorso 22 marzo davanti ai collaboratori del procuratore federale Stefano Palazzi: “In una sola occasione ho avuto sentore dell’esistenza di un sistema che si attivava per combinare partite di calcio – aveva spiegato il difensore del Lecce – e ciò allorquando il mio amico Alessandro Zamperini, due giorni prima della gara Lecce-Lazio del 22-05-2011, soggiornando in quel di Lecce nell’Hotel Tiziano mi chiamò per un aperitivo. In tale occasione mi disse che c’erano degli amici che volevano mettere dei soldi sulla gara. Al che, comprendendo immediatamente le sue intenzioni, interruppi subito il discorso dicendogli che non mi interessavano le sue proposte”. Una dichiarazione spontanea confermata oggi pomeriggio negli uffici di via Po: “Non ci sono novità rispetto all’ultima convocazione – ha spiegato Davide Giudici, avvocato del calciatore – abbiamo solo confermato quanto già dichiarato”. Gli interrogatori della Procura riprenderanno martedì prossimo, quando gli investigatori federali ascolteranno il calciatore della Lazio Stefano Mauri, il preparatore del club biancoceleste Massimo Romano Papola, l’ex giocatore del Genoa Omar Milanetto e Giuseppe Sculli. L’obiettivo della Procura e’ chiudere presto questo filone d’indagine, ma il processo si svolgerà con ogni probabilità nel 2013.

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