Ha richiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati coinvolti nel processo nato dall’inchiesta denominata “Sabr” il pubblico ministero Elsa Valeria Mignone. Il blitz che il 23 maggio portò all’arresto di 22 persone (4 posizioni sono state già stralciate e archiviate) che avrebbero sfruttato, nelle campagne di Nardò, centinaia di clandestini tunisini, ghanesi e del Sudan, costringendoli a raccogliere angurie e pomodori per pochi spicci all’ora.

L’udienza preliminare si è svolta davanti al giudice dell’udienza preliminare Alcide Maritati che ha ammesso la costituzione delle parti civili. Si tratta della Cgil, della Flai Cgil, della Camera del lavoro, dell’associazione “Finis terrae”, e di quattro lavoratori tra i quali c’è anche Yvan Sagnet, leader dello sciopero dei braccianti stranieri ribellatisi nell’estate del 2011 allo sfruttamento. “Questa è una battaglia di civiltà: anche questo significa per noi rappresentare e difendere i diritti di tutti i lavoratori”, ha dichiarato il segretario generale della Flai Antonio Gagliardi. Inoltre il gup ha rigettato le eccezioni preliminari sollevate dal collegio difensivo e legate, in particolare, alla lingua parlata da due degli imputati che, per la difesa, non conoscerebbero l’italiano. Il processo è stato rinviato a martedì prossimo, giorno in cui è attesa anche la sentenza, dopo la discussione dei difensori degli imputati.

 

 

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