Proseguono sino a venerdì 16 novembre 2012, gli incontri con lo scrittore e regista Fabio Salvatore in Provincia di Lecce per le cinque intense giornate in cui testimonierà, anche attraverso la presentazione del suo libro “A braccia aperte fra le nuvole” edito da Piemme, quanto di bello è accaduto nella propria vita. 

Questa sera alle ore 19.00 presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Galatone. Mercoledì 14 novembre, alle ore 10.30, alla Scuola Media di Tuglie e, alle 18.30, presso il Palazzo Baronale di Collepasso. Giovedì 15 novembre, alle ore 20.00, sarà don Antonio Murrone ad accogliere Fabio nella sua parrocchia dedicata alla Madonna della Fiducia a Giorgilorio, frazione di Surbo. L’ultimo giorno, venerdì 16, in mattinata ci sarà un incontro presso l’Ospedale di Casarano e, nel pomeriggio a Lecce, presso il Centro Educativo Ambarabà con lo psicologo Luigi Russo.

Trentasei anni, scrittore e regista, Fabio Salvatore nasce artisticamente in teatro. Formato e diretto da grandi maestri – Enzo Garinei, Walter Manfrè, Corrado Veneziano, Giorgio Albertazzi – ha interpretato ruoli in importanti produzioni teatrali, televisive e cinematografiche. Fondatore del Magna Grecia Awards, ha diretto spot sociali e numerose opere teatrali. Ha pubblicato con successo Cancro, non mi fai paura (2008), La paura non esiste (2010), Ti cerco da sempre (2010).Ha scelto la scrittura come terapia alla sua sofferenza e per essere testimone vivo di una fede che sposta le montagne.

A braccia aperte fra le nuvole. La notte della sofferenza, la grazia della fede:

“Il referto del medico era inequivocabile: cancro alla tiroide. A 21 anni, un tumore non perdona. Bisognava intervenire, e in fretta. Fabio è un attore avviato a una promettente carriera, fino a quel momento aveva creduto che la vita fosse ai suoi piedi e che la forza fosse l’arma vincente per affrontare la vita e ottenere successo, donne e molti soldi. Accecato dalle ambizioni, forte di un talento riconosciuto, decide di negare la malattia. Continua a recitare in teatro, nasconde tutto ai familiari, finché afono e privo di forze è costretto a soccombere allo “Scarafaggio”. Operato d’urgenza, supera l’intervento e fa la sua prima radioterapia. Perde lavoro, amici e popolarità, ma in quel baratro inizia finalmente a guardarsi dentro. Passano i mesi, e dopo un anno parte per il Portogallo. Il viaggio lo porta a Fatima dove accade un piccolo miracolo. Si affida completamente alla Madonna, chiede aiuto fra le lacrime e da quel giorno il suo deserto fiorisce e si riempie di colori. Anche la tragica morte del padre, in un incidente stradale, non lo abbatte. Oggi Fabio, dopo 14 anni di malattia e di cure, grazie all’incontro con Chiara Amirante, stringe un Rosario fra le dita nella profonda consapevolezza di essere un uomo fragile, reso forte dall’abbraccio di Maria e dalla fede che ha segnato di luce i suoi passi e ha colorato d’azzurro il cielo della sua sofferenza”.

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