La Puglia è la prima regione a recepire il decreto legge che riduce i costi della politica e lo fa attraverso una proposta di legge ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale su proposta del presidente dell’assemblea Onofrio Introna e votata all’unanimità.

Le norme intervengono su più centri di costo, riducendo significativamente gli emolumenti percepiti dai Consiglieri regionali, abolendo l’istituto del vitalizio, tagliando i contributi a favore dei gruppi consiliari e, aspetto fondamentale, rafforzando le misure per la pubblicizzazione dello stato patrimoniale dei titolari di cariche pubbliche.
Complessivamente il provvedimento legislativo costituisce un segnale forte (il risparmio annuale ottenuto sfiora i 5 milioni di euro) che sarà ulteriormente irrobustito la prossima settimana quando in aula, con la seconda lettura della legge di modifica statutaria, si completerà il percorso per la riduzione da sessanta a cinquanta del numero dei Consiglieri regionali (attualmente il loro numero è di settanta).
Nel merito, queste le modifiche introdotte dal provvedimento: a partire dal prossimo 1 gennaio i consiglieri regionali percepiranno un emolumento inclusivo di qualsiasi indennità e spese per l’esercizio del mandato, variabile – al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali – dagli 11.100 euro (consigliere regionale), ai 12.300 euro (presidente di gruppo, di commissione, consigliere segretario), ai 12.600 euro (vice presidente di giunta, del consiglio regionale, assessore), sino ai 13.800 euro percepiti da Presidente della Regione e del Consiglio regionale.
La norma ribadisce il divieto di cumulo di indennità ed emolumenti e l’obbligo per il titolare di più cariche di optare per uno solo. Nuova la norma che stabilisce la partecipazione gratuita alle Commissioni permanenti, speciali e d’inchiesta. Entro trenta giorni l’Ufficio di Presidenza individuerà i criteri sanzionatori a carico dei Consiglieri regionali che non assicurano la loro partecipazione ai lavori dell’aula.
Sempre dal nuovo anno cessano due istituti, quello dell’assegno di fine mandato e del vitalizio che non potrà più essere percepito da quei consiglieri regionali condannati in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione.
Più mirate le informazioni richieste ai titolari di cariche pubbliche, ragion per cui la legge regionale del 1982 sulla pubblicità della situazione patrimoniale è stata aggiornata, le norme sono state estese anche agli assessori regionali e più esaurienti e specifiche le informazioni patrimoniali richieste. Il sito web del Consiglio regionale è stato affiancato al bollettino ufficiale come strumento di diffusione dei dati.
Modificata anche la legge che regola il funzionamento dei gruppi consiliari. In questo caso i correttivi non sono solo di carattere finanziario, ma anche tesi ad assicurare trasparenza e tracciabilità delle spese.
La decorrenza delle norme è fissata al prossimo anno, quando ai gruppi consiliari sarà assegnato un contributo annuo di 5000 euro (il 50% rispetto all’attuale)  per ciascun consigliere iscritto. Ribadito il principio della destinazione delle somme (a scopi istituzionali, studio, editoria e comunicazione).
Dal prossimo esercizio finanziario ed entro il 31 gennaio di ogni anno, ciascun gruppo è tenuto ad approvare un rendiconto di esercizio strutturato secondo linee guida uniformi a tutte le Regioni, a trasmetterlo al Presidente del Consiglio che a sua volta lo trasmette alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e dispone la sua pubblicazione sul sito web del Consiglio regionale.

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