Senza sosta i controlli effettuati dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Lecce in varie aziende del Salento, che hanno portato negli ultimi giorni alla scoperta di ventitre rapporti di lavoro in nero.

Su un totale di trenta ispezioni eseguite, sessantadue sono le posizioni lavorative esaminate dagli ispettori, riferite ad altrettanti dipendenti. Di queste, ventitre quelle assolutamente in nero mentre, relativamente alle altre, sono in corso gli accertamenti del caso, al fine di verificare eventuali violazioni di legge edelusionicontrattuali. Le irregolarità messe a nudo dai militari hanno riguardato trasversalmente tutti i settori merceologici interessati dalle verifiche: dall’ edilizia alla produzione di capi di abbigliamento, dalla gestione di palestre e piscine all’impiantistica, per finire alle aziende agrituristiche.
Le ispezioni sono state eseguite nel capoluogo di provincia e nei comuni di Salice Salentino, Casarano, Poggiardo, Parabita, Maglie, Vernole e Nardò ed hanno visto impegnati, oltre ai militari del NIL, anche funzionari ispettivi della Direzione Territoriale del Lavoro, tutti coordinati dal Dr Virginio Villanova. In occasione dei controlli effettuati nei cantieri edili, gli accertamenti sono stati condotti congiuntamente a funzionari ispettivi della DTL di Lecce.
Notificate complessivamente 72sanzioni amministrative per un totale di €98.646,00, relative alla cosiddetta maxi sanzione per lavoro nero, alla irregolare tenuta del Libro Unico del Lavoro, alla mancata consegna del contratto di lavoro e ad altre norme violate. Segnalate inoltre all’Autorità Giudiziaria 18 persone che a vario titolo hanno violato le disposizioni di legge contenute nel T.U. 81/2008 “Sicurezza sui Luoghi di Lavoro”. Ventisette le prescrizioni penali e le diffide impartite dai militari ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e da quelle contemplate nel suddetto Testo Unico. Le principali violazioni hanno riguardato i datori di lavoro edili per mancata protezione delle postazioni lavorative dal rischio di cadute dall’alto, la omessa sorveglianza sanitaria, formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, la ma anche alcuni committenti dei lavori che si erano affidati a ditte non in regola con gli adempimenti previdenziali o addirittura sconosciute alla Pubblica Amministrazione, in quanto operanti del tutto in nero.
In una circostanza una persona è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa nei confronti dell’INPS, per aver lavorato “in nero” per un periodo di circa sei mesi, mentre  percepiva indebitamente l’indennità di disoccupazione, quantificata in euro 6.000,00circa.
Per otto aziende è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale per impiego di lavoratori in nero in misura superiore al 20% di quello occupato, con un’ulteriore sanzione di€1.500,00 che ogni datore di lavoro ha dovuto pagare per poter riprendere l’attività imprenditoriale. Recuperati alle casse dell’INPS €171.526,88di contributi evasi.
I datori di lavoro sanzionati sono stati inoltre segnalati anche alla G.d.F. per quanto di competenza, in merito agli illeciti fiscali e tributari che scaturiscono dal pagamento in nero delle retribuzioni ai lavoratori irregolari.

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