Prima udienza dinanzi al giudice monocratico Maria Pia Verderosa nel processo che dovrà fare luce sulle cause e le eventuali responsabilità sul crollo di Piazza Dante a Castro avvenuto il 31 gennaio del 2009.

Il Comune di Castro è stato citato responsabile civile mentre lo stesso Comune non si potrà costituire parte civile perché la richiesta è arivata tardiva ed è stata così dichiarata inammissibile. E’ stata anche stralciata la posizione di uno degli imputati, Giuseppe Coluccia, ex sindaco perché nel frattempo deceduto e il reato è stato così estinto. Nel corso dell’udienza sono state sollevate anche alcune eccezioni preliminari ed è stato ascoltato il maresciallo Erriquez. Il processo è stato aggiornata al prossimo 28 gennaio quando verranno ascoltati i consulenti del pubblico ministero Giuseppe Capoccia Sono in tutto quindici i possibili responsabili del crollo della piazza Dante di Castro Marina. Nell’elenco degli imputati compaiono i nomi di Giovanna Lazzari e Martino Ciriolo, rispettivamente proprietaria ed affittuario del negozio “sport Pesca mare”; Maria Rosaria Fedele ed il marito Marcello Baccaro, titolari della pasticceria “Le Delizie”; Francesco Rizzo, titolare dell’impresa, Gabriele Fersini e Speranzina Antonazzo, proprietari dei locali dello “Speranbar”; Luigi Fersini, direttore dei lavori; Domenico Fersini, titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori; Fernando Schifani, responsabile dell’ufficio tecnico del comune; Rinaldo Coluccia, Angelo Rizzo, Antonio Fersini e Gaetano Ciccarese, componenti della commissione edilizia. L’accusa per tutti è di disastro colposo. Dalla prossima udienza, però, tutti gli imputati, avvocati, cancellieri e giudici dovrebbero traslocare dalla piccola Aula Cappuccili, dove si è celebrata l’udienza odierna, nella più capiente aula di Corte d’Assise così come richiesto dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Luigi Rella, tra l’altro uno degli avvocati difensori degli imputati.

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

undici + quindici =