Grande emozione per tutti gli appassionati del miglior cantautorato italiano che sono accorsi ieri pomeriggio presso le Officine Cantelmo per la presentazione del nuovo album di Niccolò Fabi, “Ecco”, uscito lo scorso 9 novembre per Universal Music.

Ad accompagnarlo, nella prima parte, il cantautore, chitarrista e amico di Fabi, Roberto Angelini, qui per presentare anche “Discoverland”, in collaborazione con Pier Cortese, progetto nato da “liberi incontri musico-amicali” tra i due artisti reduci da molti palchi e con all’attivo diversi dischi e collaborazioni.
Ad aprire l’evento l’assessore Alessandro Delli Noci, tra i creatori delle Officine Musicali, che da sempre ha avuto come scopo principale quello di valorizzare le nostre band affiancandole ai grandi nomi della scena musicale nazionale ed internazionale.
Fabi ed Angelini partono già con una genitorialità importante: Claudio Fabi, padre di Niccolò,  musicista, compositore e produttore discografico, ha visto collaborazioni importantissime, quali, soprattutto, quelle con la PFM. Per non parlare del “salotto musicale” d’eccezione che era la casa di Roberto Angelini, che spesso ospitava artisti del calibro di Chat Baker. Qual è stato l’imprinting musicale? «La madre insegna ad amare, il padre insegna a vivere» interviene Fabi. Si impara la musica come si imparerebbe una lingua, diviene un vero e proprio modo di comunicare e si continua a fare e considerare la musica come un modo per divertirsi. «Mio padre era un amatore» dice Angelini, non un professionista, quindi, ma vi era una ricerca continua di accordi, ritmiche e di ascolto, una scoperta continua, quindi, verso il “nuovo”.
“Ecco” è stato registrato nel Salento, negli studi di Roy Paci. È stato chiesto a Niccolò Fabi cosa avessero a suo parere i salentini di così musicalmente “appetibile”. Senza dubbio il binomio cultura e divertimento, una dicotomia certo vincente che è riuscita a coniugare con successo la tradizione e la storia con il piacere. Fabi ha voluto registrare qui perché le sue canzoni, in qualche modo, potessero “prendere il sole” della nostra terra: una vera e propria “clorofilla”, con una smussamento di quei toni un po’ malinconici grazie a quelli che l’artista ha definito strumenti “di tranquillità”: chitarre, trombe ma anche birra ed affettati.
Partendo dalla sua definizione di “Ecco” come un album corale, è stato chiesto al cantautore romano come mai avesse scelto, nella stagione precedente, un tour in solitario (SoloTour, conclusosi proprio nell’Anfiteatro di Lecce, il 7 giugno dello scorso anno). «Un aspetto non esclude l’altro»: è un po’ un mettersi alla prova perché rispecchia le dinamiche stesse dell’animo umano. La musica però è anche stare insieme, precisa Fabi; la tournee in solitaria è stata un’esperienza particolarissima, a suo modo necessaria.
Interessante il commento dei due artisti su cosa, oggi, significasse “indipendente”: ci sono artisti che pur collaborando con major si ritengono indipendenti. Pronta la risposta di Angelini: «Sentirsi indipendenti si può anche se si riempiono gli stadi» (implicito il riferimento a Giuliano Sangiorgi, carismatico leader della band salentina dei Negramaro). Necessaria è una distinzione tra “Indipendente” ed “Indie”, ha sottolineato Fabi, anche stilisticamente parlando. In effetti, tutto si crea e si plasma nel momento in cui il brano nasce. L’indipendente assoluto è chi non si vuol “macchiare” col “gioco” stesso ma un artista è meritorio quando si sente libero nel momento in cui fa arte.
Ma l’emozione più grande l’abbiamo quando a raggiungerli sul palco è Pier Cortese: il cantante è infatti in ballo per “Discoverland”, progetto ideato, prodotto e arrangiato con Roberto Angelini. I tre quindi hanno dato il via alla seconda parte dell’incontro, con un intensissimo unplugged di alcuni dei brani più belli dell’ultimo album di Fabi tra cui “Indipendente”, “Io”, “Elamentare” ed “Ecco”, appunto.
In serata, invece, il palco delle Cantelmo è stato interamente dedicato a “Discoverland”, con Angelini e Pier Cortese. L’idea sarebbe quella di riscoprire e rileggere in una nuova chiave pezzi importanti di musicisti e cantautori italiani e stranieri, utilizzati come humus per nuovi esperimenti musicali. Questo grazie ad un mash up di voci, chitarra, steel guitar, iPad ed elettronica che  si intrecciano nella creazione di sfumature armoniche totalmente nuove.
Ad aprire il concerto, come di consueto per i live organizzati da Officine della Musica, tre band selezionate fra quelle iscritte al portale www.officinedellamusica.org: Poetèmodì, Catn’n’Joe e Davide Berardi.

Federica Nastasia

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