La débacle siciliana ha fatto implodere il Pdl: con le primarie si cerca di rianimarlo, ma i problemi aumentano di giorno in giorno. È un momento difficile, perché i riflessi del “caos calmo” che investe il partito si propagano anche in Puglia. Già qualche mese fa Fitto aveva lanciato l’allarme ai suoi, in una riunione a Bari, per prepararli a usare, se necessario, le scialuppe di salvataggio (articolo pubblicato sul Corrieresalentino.it a settembre).

Oggi, la corrente fedele ad Angelino Alfano, Fitto e Perrone compresi, cerca di scaricare il padre del “partito carismatico” per cercare di galleggiare nel dopo-Berlusconi. Ma non è facile. Il Cavaliere, tanto per cominciare, non metterà i soldi per le primarie ed è infastidito da tutti questi sforzi per salvare qualcosa che reputa “vecchio”. Berlusconi potrebbe puntare tutto su una nuova lista stile Forza Italia.

Poi, c’è da fare i conti con l’ascesa degli attivisti del Movimento 5 stelle: due giorni fa, l’autorevole quotidiano britannico Finacial Times ha bacchettato i partiti tradizionali italiani perché «non hanno preso Grillo sul serio e non hanno fatto proprie alcune istanze dei grillini(come il taglio dei rimborsi elettorali e dei costi della politica), determinando in questo modo il successo siciliano del movimento che fa capo al comico».

In queste ore c’è un grande lavoro da parte di generali e colonnelli del Pdl: tra un mese e mezzo si terranno le primarie, l’unico modo per cercare di tenere in vita il Popolo delle Libertà. Anche Paolo Perrone è già a lavoro per cercare di salvare il partito (che a Lecce gode di ottima salute) portando in trionfo l’attuale segretario, Angelino Alfano.

Sindaco Perrone, basteranno gli sforzi di Alfano, la buona volontà dei sindaci e le primarie a rimettere in piedi un Pdl ormai a pezzi?

«Ritengo che le primarie saranno un passaggio fondamentale, ma dovranno essere vere, aperte, con una competizione vera, in cui tutte le anime del partito vengono rappresentate. Questo è l’unico modo per riallacciare il legame con gli elettori che avevamo e che abbiamo perduto in Italia».

 

Il Pdl vuole scaricare Berlusconi o viceversa? Si può dire che c’è la parte che sostiene Alfano pronta a scaricare la ‘vecchia guardia’?

«Se noi immaginiamo qualsiasi movimento, qualsiasi partito che verrà, irrealizzabile senza Berlusconi, allora stiamo facendo un progetto di breve respiro. Oggi bisogna pensare a costruire qualcosa che stia in piedi anche senza Berlusconi in campo».

 

Insomma, basta col partito carismatico, come va ripetendo Alfano. E se Berlusconi mettesse in campo una nuova Forza Italia, lei chi seguirebbe?

«Noi, oggi, abbiamo la grande occasione di scegliere democraticamente il nostro candidato premier. Io voterò Alfano».

 

È chiaro che lei non seguirà il Cavaliere, se quest’ultimo dovesse rimettere in piedi Forza Italia, ma è già schierato sulla “linea Alfano”, insieme a Raffaele Fitto.  Però, ci sono i sondaggi che mettono in luce un gap inquietante con la sinistra: come farete a rimontare?

«Innanzitutto, facendo le primarie, poi, cercando di promuovere la riforma della legge elettorale, evitando questo palleggio al centrocampo da parte dei partiti, soprattutto da parte del Pd».

 

Il Finacial Times, autorevole quotidiano britannico, bacchetta tutti i politici che non hanno preso sul serio Grillo, perché non avendo preso in considerazione alcune sue istanze (tagli ai rimborsi elettorali e agli sprechi) gli hanno lasciato campo libero.

«Io credo che nei momenti di crisi l’antipolitica sia cavalcata e ottiene i suoi risultati, come fu per la Lega nel ’94. Un movimento populista, demagogico e antieuropeista non può guidare il Paese, soprattutto in questa fase di grandissima difficoltà, in cui non si può sbagliare nulla».

 

Sì, ma il quotidiano inglese dice che Grillo si può ridimensionare accontentandolo su alcune richieste sacrosante, tipo il taglio dei rimborsi elettorali.

«Molte di queste cose vengono fatte; anzi, sfiorando, alle volte, anche la demagogia. Poi, bisogna spiegare come mai i consiglieri regionali devono rinunciare a una parte del loro stipendio e i parlamentari no».

 

La situazione è difficile: Berlusconi ha fallito, perché non ha realizzato la promessa “rivoluzione liberale”, Monti ha fallito perché le sue politiche di austerità stanno portando solo disoccupazione e recessione. È la lettura giusta da dare agli eventi?

«La politica di austerità è necessaria in un primo periodo per rilanciare la crescita in un secondo momento, anche se era necessario un atteggiamento più creativo da parte del governo Monti e invece…»

 

Paul Krugman, premio nobel per l’Economia, nel suo ultimo libro, ripete che per uscire dalla crisi bisogna tornare agli insegnamenti di Keynes, «l’austerità va praticata nelle fasi di espansione, non in quelle di crisi». Per uscire dalla crisi, insomma, ci vuole un intervento pubblico, bisogna spendere i soldi.

«Era necessario mettere a posto i conti, ma l’aumento delle tasse non porta crescita. Ora stiamo utilizzando i soldi per pagare debiti, senza una soluzione che porti alla crescita».

 

Il Pdl si è sempre battuto contro le tasse, a Lecce però avete detto di essere stati costretti alla stangata Imu dai tagli governativi. Oggi, con il via libera del ministero al condono Tarsu, potrebbe cambiare qualcosa per il contribuente leccese?

«Per quest’anno non ce la facciamo più a realizzare il condono, ma abbiamo qualche occasione in più per rivedere le aliquote già dall’anno prossimo».

 

Non c’è la certezza?

«Mi auguro di riuscire ad abbassare le tasse».

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