Ha rigettato ogni accusa Domenico Giancane, proprietario della “Edil Giancane” e della società “Maga”, accusato di usura pluriaggravata continuata, tentata estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria nel corso dell’interrogatorio di garanzia celebratosi questa mattina in carcere davanti al gip Ines Casciaro.

L’uomo, difeso dai penalisti Angelo Pallara e Massimo Bellini, ha riferito di essere estraneo a qualsiasi logica usuraria e che chi lo ha denunciato graviterebbe attorno al mondo della criminalità. Giancane si trova detenuto e nei giorni scorsi venne raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare a seguito della denuncia di una seconda presunta vittima. A trovare il coraggio di denunciare il suo presunto aguzzino sarebbe stato un imprenditore di Monteroni.
In particolare, il professionista avrebbe denunciato almeno due “operazioni” usurarie, avviate nell’ambito del rapporto di collaborazione tra la sua azienda e quella dell’imprenditore Giancane, con tassi di interesse che hanno toccato il 75% annuo e che lo hanno visto costretto a svendere un appartamento di sua proprietà, passato poi nel patrimonio del presunto usuraio, a parziale “rimborso” del debito che nel frattempo era aumentato sproporzionatamente.
Dalle intercettazioni dei militari è emerso che l’imprenditore di Monteroni avrebbe anche rivolto minacce alla vittima, per indurlo a rispettare i pagamenti periodici, ragion per cui gli viene contestata anche la tentata estorsione. Giancane, per ora, rimane in carcere.

 

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