Venerdì 23 novembre a Palazzo Granafei Nervegna di Brindisi (dalle 9.30-13.30) si entra nel vivo del progetto N.I.D. Platform, la nuova piattaforma della danza italiana con il primo incontro su gli Stati Generali della Danza: un momento di riflessione in due atti sullo stato dell’arte della danza.

L’iniziativa di creare un focus, che partendo dalle grandi problematiche della danza, presentasse ad una platea allargata proposte e soluzioni per un rilancio e una nuova affermazione di questo settore, è stata fortemente voluta dagli operatori nazionali, dall’ADEP / Federdanza – AGIS, condivisa dal Mibac – DGSV e dalle associazioni aderenti a Federdanza-Agis. L’iniziativa gode del patrocinio della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – Commissione Cultura. La danza nel contesto dello spettacolo dal vivo, sociale ed economico è il tema del primo incontro, arricchito  da uno sguardo alla Francia e all’Europa e sviluppato attraverso le testimonianze di cinque coreografi italiani, portatori di stili e poetiche personali e molto diverse fra loro, che indagano il significato, la funzione e la responsabilità dell’essere artista oggi e la percezione che la società civile ha dell’artista in contesti socio economici diversi. Tra i relatori, Giulio Stumpo economista e membro di ECCOM/Idee per la Cultura, Laurent Van Kote, Delegato alla Danza per il Ministero della Cultura Francese,  i coreografi Luciano Cannito, Massimo Moricone, Mauro Astolfi, Giovanna Velardi, Francesca Pennini. E  Maurizio Roi, Vice Presidente AGIS, Presidente di ATER e della Fondazione Arturo Toscanini e Anna Lea Antolini, consigliere artistica per la danza italiana della Fondazione RomaEuropa.

Il pomeriggio della seconda giornata è tutto nel capoluogo salentino.  Alle 15.30 il Teatro Koreja di Lecce (via Guido Dorso, 70) ospita il Teatro delle Moire in Never Never Neverland – NNN. Lo spettacolo, diretto da Alessandra De Santis e Antonelio Nicoli Cristiani, si ispira alla figura di Peter Pan e alla sua volontà di non crescere. Il pensiero va subito anche all’ambigua dimora di Michael Jackson, splendente e dolente icona pop, cui si rende omaggio nello spettacolo. Scrive la regista: “Abbiamo costruito un’isola, immaginaria e molto concreta. Il suo terreno è fatto di strati di abiti, accessori e suppellettili saltati fuori da cassetti, cantine, solai e vecchi bauli di teatranti. Non ha leggi, quest’isola: per chi viene a visitarla c’è una libertà assoluta di trasformarsi, di riplasmare a ogni minuto la propria identità……Diamo sfogo al nostro desiderio d’infinita metamorfosi, abbandonandoci a una sequenza di travestimenti giocosi; eppure questi stessi giochi fanno da specchio, critico e straniante, all’infantilismo della società dei consumi. L’infantilismo contemporaneo è al centro di una rete di questioni su cui ci siamo confrontati preparando Never Never Neverland: l’identità di genere, le relazioni, la rappresentazione del corpo, i miti/prodotti della cultura di massa… “

Alle 17.00 Aldes presenta Carne trita, un concerto, una composizione di movimenti, visi, gesti e voci, che utilizza la figura umana per uno stralunato ed ironico inno all’insensatezza del destino; un omaggio alla bellezza, alla pazienza, alla mitezza, alla fatica, alla tenacia e all’indignazione delle moltitudini di chi non ha motivi per credere nella possibilità di un futuro desiderabile. Firma la regia e le coreografie Roberto Castello. ALDES è una associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione. I progetti ALDES sono caratterizzati da una particolare attenzione al rapporto fra azione coreografica e spettatori, quindi a tutte quelle forme di danza contemporanea che hanno connotati non convenzionali e sperimentano nuove forme di rapporto spazio/temporale fra spettatori e opere.

Alle 18.30 Gardens Of Unheavenly Events in Du liebst mich zu viel, performance di e con Helen Cerina sul tema della disconnessione, dello scollegamento e allontanamento dalle forti emozioni come desiderio di ritornare in sé. Helen non mette solo a nudo il suo respiro e la sua anima, ma anche tutto il suo corpo –in senso metaforico- facendoci ascoltare i suoi battiti, provenienti dall’urto con un microfono felpato che ricrea echi impressionanti. Suono, movimento e proiezione, dunque, come espressione di un’anima inquieta e alla ricerca del contatto con se stessa. I suoni vengono interrotti staccando addirittura la spina; ma, così come vengono respinti e allontanati, poi si ricercano ossessivamente, appoggiando addirittura il microfono sulla cassa in modo da riprodurre stridii fastidiosi e colpi spaventosi. Helen  vuole scuotere il pubblico, farlo risvegliare da un torpore; a volte con prepotenza, altre volte provocando in una sorta di insana curiosità.

Alle 19.30 Simona Bertozzi/ Nexus in Bird’s eye view,  una sorta di danza con i fantasmi, una narrazione del corpo in sintonia con il limbo spaziale che l’accoglie. Rinascita e ricaduta. Una danza schiacciata, segmentata, aerea, sbilanciata che avviene mentre colloca, sposta e ricolloca visioni e presenze estemporanee, testimonianze di possibilità ambientali, luoghi e spazi dalla mappatura in divenire. Un gioco di apparizioni e prove di mimetismo. Simona Bertozzi dopo una formazione in ginnastica artistica e danza classica, approfondisce il suo percorso di studio nell’ambito della danza contemporanea a Parigi, Barcellona, Bruxelles e Londra, dove si forma tra gli altri con: Richard Haisma, Tonia Shimin, Peter Goss, Frei Faust, Ivan Wolf, Inaki Azpillaga, David Zambrano, Compagnia Lanonima Imperial, Wim Vandekeybus, Ultima Vez, Jonathan Burrows.

Alle 20.30 Kinkaleri in Fake for gun no you | all!, uno spettacolo sulla coscienza del linguaggio, sul suo potere, sullo spirito della libertà, che si ispira alla figura e all’opera di William Seward Burroughs.   Nelle parole del gruppo: “Si tratta di tentare un linguaggio. Si tratta di seguire l’attitudine a rompere degli schemi di relazione, di comunicazione e di servitù alla scena come a qualunque linguaggio corrente. Tornare ad una radicalità nella propria presenza. …..Tentare di ampliare la possibilità di percepirsi, di avere o non avere parola, di essere discutibili per chi si presenta all’evento. Vorremmo pensare a questo lavoro come un continuo esercizio nel preparare il gesto inaspettato della nostra vita. Un gesto che ci sfugge, che per un attimo esce dal dominio delle cose e del mondo e si perde.”

KINKALERI nasce nel 1995 quando i componenti si incontrano, unendo le loro esperienze e studi precedenti maturati in vari campi, con l’intenzione di realizzare dei progetti specifici, sollecitando quindi la volontà di operare intorno a delle idee concrete e curando sempre tutti gli aspetti necessari alle creazioni della propria attività: progettazione, ideazione, drammaturgia, distribuzione, gestione. Tutte le produzioni hanno  sempre una trasversalità di segni, un linguaggio che impasta le lingue e le rende straniere a se stesse per poi ridefinirsi in altro luogo. La ricerca è sempre  quindi indirizzata verso una qualità del fare che privilegia l’innovazione, l’interazione tra linguaggi originali attraverso la sperimentazione di diverse modalità di esposizione. Per questa sua natura, l’andamento produttivo di Kinkaleri da sempre ha trovato un proprio sviluppo attraverso itinerari diversificati – spettacoli, performance, installazioni, produzioni video, sonorizzazioni, allestimenti, pubblicazioni – con ospitalità in musei d’arte contemporanea, teatri, festival, rassegne di danza e di teatro, rassegne e concorsi video, installazioni sonore, discoteche, produzioni televisive. Oltre a spettacoli realizza diversi progetti installativi e performativi in situazioni e spazi specifici con cui si relaziona di volta in volta.

La serata si conclude al Teatro Paisiello di Lecce, dove alle 22.00 la Compagnia Tardito/Rendina presenta uno spettacolo dall’incredibile cifra ironica Circhio lume, che utilizza un linguaggio sempre in bilico tra il tragico e il grottesco, un po’ caricato e clownesco. Da uno sguardo sui meccanismi che l’uomo mette in atto per farsi amare, per essere al centro dell’attenzione, si entra con leggerezza e distacco nei drammi di ognuno di noi, svelando i pretesti e le menzogne creati dalla vittima incompresa.

La Compagnia Tardito/Rendina nasce dall’incontro dei danzatori/coreografi Federica Tardito e Aldo Rendina‚ provenienti da una riconosciuta esperienza professionale come interpreti con coreografi quali Raffaella Giordano‚ Giorgio Rossi‚ Roberto Castello‚ Anna Sagna‚ Claude Coldy‚ Georges Appaix e Hervé Diasnas.

 

 

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