Le aziende Rossi e Alcar di Lecce, finora rimaste immuni della “macelleria sociale” che la crisi economica sta producendo, da stamattina sono scese in campo per rivendicare i propri diritti in vista di eventuali tagli del personale

 

Otto ore di sciopero per ogni turno, due turni per Alcar e tre per Rossi, le due aziende metalmeccaniche ubicate nella zona industriale di Lecce che proclamano lo stato di agitazione e lo sciopero insieme alle parti sindacali Fiom Cgil e Fim Cisl. Dalle 6 alle 10 di questa mattina i lavoratori hanno organizzato anche un presidio davanti ai cancelli delle aziende.

Motivo dello sciopero, la difesa di tutti i livelli occupazionali su una probabile decisione delle aziende di ridurre il personale per mancanza di commesse. Per la sola azienda Rossi si parla di 142 dipendenti già in cassaintegrazione ordinaria a rotazione dal 3 settembre al prossimo 30 novembre. “Si prospetta una riduzione del 50 per cento – ha dichiarato il segretario provinciale Fiom Cgil Salvatore Bergamo – prima che avvenga vogliamo far capire all’azienda che deve sedersi e ragionare su percorsi condivisi a tutela di tutti i posti di lavoro”.  L’azienda non ha ancora risposto alle richieste sindacali, mentre i sindacati dei metalmeccanici hanno fatto una richiesta di incontro con le rappresentanze regionali  e con il Prefetto.

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