I conti tornano secondo la maggioranza di  Palazzo dei Celestini ma a scapito dei cittadini secondo il gruppo Pd di opposizione. E se la maggioranza fa sapere che nelle casse provinciali ci sono avanzi di amministrazione per oltre 4 milioni di euro, l’opposizione replica che è la naturale giustificazione per mantenere ai massimi livelli la fiscalità provinciale

 

Il presidente Gabellone ha sottolineato l’onere di cui l’ente si è dovuto far carico nella ricapitalizzazione della Stp, partecipata che la passata amministrazione aveva lasciato con i conti in rosso e con i registri pronti per il tribunale. Un milione e 300 mila euro, tanto è costata la società di trasporti alla provincia, mentre oltre 3 milioni e mezzo di euro sono stati impiegati per accendere nuovi mutui e far fronte alle spese correnti non più finanziabili attraverso i trasferimenti statali.

Ma  c’è un’altra questione rimasta insoluta e per la quale l’opposizione continua a dar battaglia: le cartolarizzazioni. Il provvedimento fu adottato dall’ente nel corso del 2011, fu costituita la società che avrebbe provveduto alla vendita di beni immobili in cambio di immediata liquidità; il provvedimento, tuttavia, non ha trovato facile attuazione per cui pendono sulle casse provinciali, ossia sulle tasche dei cittadini, gli interessi del prestito di sei milioni di euro chiesto alla società di cartolarizzazione. Nonostante i dibattimenti tra maggiornaza e opposizione, l’assestamento di Bilancio è stato approvato con 19 voti favorevoli e 7 contrari.

Discussa  a lungo l’interrogazione presentata dal consigliere provinciale Aurelio Gianfreda in difesa di Silvio Astore, dipendente provinciale che si è dovuto dimettere dalla carica di consigliere del CdA delle terme di Santa Cesarea per incompatibilità tra i ruoli.

“Si tratta di una carica incompatibile – ha dichiarato i presidente Gabellone – in quanto rivolta ad una società a scopo di lucro”. I fatti: nel rinnovare il CdA delle Terme di Santa cesarea, la regione ha inteso nominare, dopo valutazione curruculare, il dipendente provinciale segretario Rsu, Silvio Astore, già sindaco di Poggiardo ma che attualmente non ricopre nessuna carica politica.  La revoca dell’incarico è stat determinata dall’articolo 60 e seguenti del Dpr 3/57, applicato a “tutti i dipendenti pubblici” è mantenuta “ferma” dall’art. 53, comma 1, del D. Lgs. 165/01secondo cui

“l’impiegato non può accettare cariche in società costituite a fine di lucro tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del Ministero competente (ovvero ai fini di questo Ente), tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata alla Provincia e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del presidente”.

“Quindi si era venuta a determinare una situazione di incompatibilità nel rapporto di impiego intercorrente tra il signor Astore e questa provincia – ha commentato in sede di Consiglio il presidente Gabellone – aggravata peraltro dal conflitto di interessi conclamato dalla circostanza che la Provincia stessa è anche socio di minoranza della stessa società, tra i cui amministratori figurava il nostro dipendente, non nell’interesse di questo Ente, ma per conto esclusivo del socio di maggioranza Regione Puglia”. In definitiva e nonostante l’interrogazione presentata da Aurelio Gianfreda, per il dimissionario Silvio Astore a poco valgono i ricorsi presentati dai suoi legali; deve rinunciare alla nomina presso il CdA pena il posto di lavoro alla provincia.

Alberto Capraro

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

sedici − 6 =