La guerra tra bande rivali non si ferma: nella notte, ignoti hanno dato alle fiamme la Ford Focus di Luca D’Attis, 33enne leccese, scarcerato appena 24 ore fa. Il leccese era stato arrestato lo scorso 25 ottobre, perché all’interno della sua auto, a San Cataldo, erano stati trovati 34 chili di marijuana. L’incendio verrebbe inquadrato nella “guerra” scoppiata dopo il ferimento di Davide Vadacca, 30enne leccese.

 

Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 3 di notte in via Siracusa, dove D’Attis vive, ed hanno completamente distrutto l’auto, una Focus, parcheggiata sotto casa del 33enne. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto insieme agli agenti della squadra mobile, non si sbilanciano sulla matrice del rogo. Ma il sospetto, più che concreto, è che si sia trattato di un atto doloso.
D’Attis è ritenuto dagli investigatori vicino a Vadacca, il leccese, considerato il successore del boss Roberto Nisi, gambizzato nella stazione di servizio Esso, il 30 ottobre scorso.
Nell’abitazione di San Cataldo di Luca D’Attis, lo scorso 25 ottobre le fiamme gialle ritrovarono 34 kg di “erba”. La paternità di quel carico di droga se l’è accollata Alessio Bellanova, 30enne di Cellino San Marco, arrestato un paio di giorni fa, sempre dalla guardia di finanza, perchè trovato in possesso di un etto di cocaina.
L’incendio di questa notte segue quello avvenuto all’alba di sabato in piazza Palio, dove è stato dato alle fiamme un chiosco di frutta e verdura, gestito da un 52enne leccese, ritenuto vicino ai gruppi che, nelle ultime settimane, hanno duellato a colpi di pistola ed incendi dolosi.

 

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