In via di guarigione, diciamo cosi’, ma la “sindrome Lumezzane” non è stata completamente smaltita; in compenso il Lecce si aggiudica col punteggio di 2-1 il confronto con la Reggiana. Vittoria tonificante conseguita non senza una discreta dose di patemi d’animo per quel che una non trascendentale Reggiana ha saputo opporre ai giallorossi di Franco Lerda.

 

Vanno benissimo i tre punti,ovviamente; il resto (l’antico splendore)  è ancora da riconquistare completamente almeno per quel che riguarda brillantezza e intensità di interpretazione. La partita:
Assolo di Rossi al secondo minuto di gioco, supera due avversari e da destra converge in area;appoggio su Matteini che insacca sotto la traversa. 0-1. La Reggiana insiste sfiorando il raddoppio con il funambolico Viapiana; conclusione di poco oltre la traversa. Il Lecce stenta un po’ a scrollarsi di dosso le scorie di Lumezzane; cerca con insistenza di innescare Chiricò per sfruttarne la verve ed i cross anche se, come si vedrà, la precisione del furetto giallorosso non è quella delle giornate migliori. Il Lecce che costruisce impatta troppo spesso contro i quattro della difesa emiliana: corridoi intasati, approssimazione nell’appoggio, decisione degli avversari nel non fare complimenti e nel ripulire l’area.
Latitano, per contro, le ficcanti percussioni degli avanti giallorossi e le incursioni a sorpresa dei centrocampisti. La Reggiana è geometricamente ordinata; il disegno del 4-4-2 è applicato con costante precisione; il risultato è che il Lecce si adopera nel “fare” la partita, la Reggiana argina e punge pericolosamente. Il vantaggio è dunque più che legittimo se si tiene conto che gli emiliani,siamo in vista della chiusura del primo tempo, hanno costruito e sprecato tre o quattro situazioni di autentico pericolo contro il pochissimo dei giallorossi. Da registrare un violento scontro tra Bogliaccino ed il portiere ospite; ha la peggio il numero 10 giallorosso costretto ad abbandonare il campo in barella; lo sostituisce Jeda.
Al quarto affondamento di Foti in piena area, l’arbitro assegna il calcio di trigore che Mumeshaj trasformsa con un rasoterra imprendibile: 1-1e si va all’intervallo.
Altra musica in avvio di ripresa: il Lecce assume l’iniziativa con idee più chiare e sprazzi di cipiglio da primatista in classifica, gioca con maggiore intensità, costringe l’avversario ad un atteggiamento più guardingo, ma la carenza di precisione negli scambi continua a far capolino. Sui piedi di Foti, al 14°, una invitante palla che il portiere annulla in uscita. La Reggiana non si limita a coprirsi, si spinge talvolta in avanti evidenziando la mancanza di un vero stoccatore d’area. Giacomazzi rileva un De Rose alquanto appannato, Lerda manda in campo anche Pià per Falco. La Reggiana si fa più vivace, fiuta il colpo grosso ma si scopre consentendo un rapido scambio Chiricò-Memushaj-Giacomazzi che il capitano trasforma in gol con un rasoterra angolatissimo. E’il gol della vittoria; per il resto . . .  arriveranno giorni migliori.
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