Nuova tappa giovedì 15 Novembre ore 19.00  per Franco Ungaro e il suo libro Lecce Sbarocca, edito da Besa editrice presso il Lab83 in via XXIV Maggio di Galatone. 

A dialogare con l’autore Anna Palmieri e Vittorio Gaeta accompagnati dall’attore di Koreja Fabrizio Saccomanno che leggerà alcuni brani tratti dal libro. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con la Libreria Hemingway.

LAB83, laboratorio delle arti espressive (MUSICA – TEATRO – IMMAGINE) del Comune di Galatone (finanziato nell’ambito del progetto Bollenti spiriti, è gestito dall’ Associazione Temporanea di Imprese “LIBERAMENTE” ed offre uno spazio musica, uno spazio ascolto audiovisivi, uno spazio per le attività teatrali, uno spazio musica e uno spazio comunicazione lettura.

Lecce Sbarocca è un percorso narrativo che parte all’inizio degli anni Settanta con l’arrivo dell’autore a Lecce da Leporano, prosegue con i suoi primi anni di studi e di militanza fuorisede e arriva ai giorni nostri:

Un po’ autobiografia, un po’ romanzo e un po’ cronaca teatrale, Lecce Sbarocca sorprende per la ricchezza degli argomenti e specialmente per lo sperimentalismo con cui frammenta il materiale narrativo, lo rimescola e lo aggrega con un piacevole disordine logico-temporale dentro una struttura aperta e mobile.

Storia e cronaca locale, pagine autobiografiche, testi di canzoni, proverbi, aneddoti, raffinate citazioni di poeti e scrittori, pagine di diario, riflessioni sul teatro e sull’arte, memorie di viaggio, racconti d’amore e di malavita a puntate, proposte culturali, italiano e dialetto si susseguono in apparente disordine in questo piccolo zibaldone, ma come le tessere di un mosaico tracciano poco alla volta l’immagine preoccupante di un Sud che non vuole o non sa rinnovarsi. Ancora una volta l’amore-odio per questa terra e questa città anima l’impegno civile e le battaglie culturali di un operatore teatrale di lunga esperienza, conosciuto e stimato in Italia e all’estero, che ancora non si è rassegnato alla logica imperante della mercificazione e del profitto e non è disposto a condividere l’idea volgare e peregrina che “con la cultura non si mangia”.

 

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