Ogni video del Party Rock Salento diventa un evento internettiano imperdibile. Questa volta la produzione dei “lesionati”, guidati da Giampaolo Morelli Catalano, è riuscita prima ad andare in onda su una delle reti Mediaset per poi sbarcare sul web (basta cliccare, su Youtube, Non pago l’Equitalia).

Ancora un video pieno di umorismo demenziale e di personaggi leccesi: i click cominciano già a lievitare, dopo pochissime ore.
Il tema è di grande attualità: violentando una celebre hit si canta non pago l’Equitalia. Le parole della canzone parlano di un’Italia indebitata, che non ha più soldi per pagare: impossibile non canticchiarla all’uscita di un qualsiasi istituto di recupero crediti.
Gli anti-eroi del “Party Rock Salento” vengono catturati dalla gang di Maurizio Macrì(celebre dj leccese e storica voce radiofonica, che si diverte a fare la parodia di se stesso). I lesionati, prodotti ancora una volta dalla fantomatica “Fularino production”, si ritrovano nelle violente mani degli uomini del più noto dj leccese, ma la sorpresa arriva dopo: si scopre che Macrì non è un boss di Equitalia, che vuole punirli per aver evaso le tasse, come credevano loro, ma il Principe è arrabbiato perchè la sua donna è andata via.  La sua donna, per l’occasione Raffaella Lecciso, ha scelto di andare via con il Re, Francesco Millelire.
Oltre agli autentici caratteristi (attori contraddistinti da un forte risalto dei caratteri esteriori, in termini di fisicità, comportamento e atteggiamento) del “Party Rock Salento”, nel video spuntano i volti noti della vita notturna leccese: registi, calciatori, cubisti e gestori di locali notturni. Si gioca con gli stereotipi del grande cinema. Morelli è il moderno Pieraccioni, versione internettiana, capace di catapultare nei suoi video gente, anime e facce della Lecce by night, con i loro vezzi le loro smorfie, le loro particolarità e il loro talento. Alcuni sono attori naturali, un po’ naif, altri un po’ meno, ma il risultato finale è una grande risata, che travolgerà tutti gli eventuali detrattori, perchè il Party Rock Salento funziona già senza soldi, autori e produttori del grande schermo: qualcuno comincia ad accorgersene a Milano.

 

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