Marco Castoldi, in arte Morgan, ha chiuso la XVIII edizione della “Città del Libro”, con un live che in pochi si aspettavano. L’auditorium Nostra Signora dei Turchi, era visibilmente divisa tra gli aficionados del Morgan cantautore e frontman dei rimpianti Bluvertigo, quelli super – elettronici della trilogia chimica, e tra i fan del Morgan giudice di “X – Factor”.

La sala, quasi sold – out, ha atteso in silenzio l’ingresso dell’artista, che ha fatto il suo ingresso accompagnato dalla voce recitante ed inconfondibile di Carmelo Bene, il cui volto accigliato campeggiava, immenso, sulla parete stessa dell’auditorium. Pochi minuti e Morgan è seduto al suo pianoforte, inizia a suonare e il suono delle sue mani sulla tastiera e inconfondibile ed emozionante, arriva dritto al cuore di ciascun spettatore. Ci vuole un po’ prima che inizino a risuonare le note di uno dei suo brani, ma quando chitarra e basso danno il via al riff di  “Altrove”, prima traccia dell’album solista Canzoni dell’Appartamento, il pubblico tutto vorrebbe alzarsi dalle sedie ed accompagnarlo cantando con lui tutte le parole. Emozioni che si rincorrono durante tutto il resto della scaletta, a tratti probabilmente anche un po’ improvvisata, che da’ spazio a cover di ogni genere, questo grazie anche alla band che accompagna il cantautore milanese. Loro sono i Lombroso, duo meneghino composto da Dario Ciffi – ex violinista deli Afterhours – e Agostino Nascimbeni. Ma non finisce qui perché sul palco Morgan ci ha messo anche Gaetano Cappa, regista, conduttore, produttore e da quest’anno vocal coach ad X – Factor.
Quattro musicisti polistrumentisti che per oltre due ore si sono scambiati strumenti e battute, animali da palcoscenico che hanno divertito e si sono divertiti a riprendere pezzi storici del rock’n’roll, facendone quasi un excursus storico: da Elvis Presley con la splendida SuspiciousMind, a David Bowie. Bellissima la cover di The ChrystalShip dei Doors, con le note del primo Jim Morrison che hanno risuonato per tutto il padiglione. Divertente e cantata a squarciagola dal pubblico Psycho Killer dei Talking Heads.
Poi Morgan ritorna al piano e Dario passa la chitarra ad Agostino che inizia ad intonare uno dei brani più commoventi dei Beatles, scritto e cantato da George Harrison: Something.
Si avvicina il finale e decisamente a sorpresa Morgan, impossessatosi nuovamente del suo basso, decide di mandare in visibilio i suoi fans storici con il brano – simbolo dei Bluvertigo, Altre forme di Vita. Sono passati quindici anni da quando la band scalò le classifiche con questo pezzo, ma per chi ha conosciuto Morgan in quelle vesti prima ancora che come – ottimo – conduttore del programma di Sky Uno, questo tempo non è mai passato.
I tre musicisti, che Castoldi definisce il corrispettivo italiano degli americanissimi Stooges, dopo il lunghissimo live, lasciano il palco al solo Morgan ed al suo pianoforte che sulle note di Heroes, ancora una volta di David Bowie, saluta il pubblico e chiude la “Città del Libro” che ritornerà come sempre il prossimo anno.

 

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