Aveva chiesto, senza ottenerlo, un prestito alle banche, poichè a causa della crisi economica non riusciva a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti. Così, un imprenditore edile della provincia di Lecce si era rivolto a due strozzini, arrestati nei giorni scorsi.

L’imprenditore salentino aveva trovato la soluzione ai suoi problemi economici chiedendo un prestito da 10mila euro a due campani che, però, si sono rivelati essere estorsori ed usurai: a fronte del prestito elargito, i due avevano richiesto una cifra quattro volte superiore.
L’imprenditore edile salentino, attivo nella provincia di Reggio Emilia da circa 7 anni, nel mese di giugno aveva chiesto un prestito ad una banca reggina, poiché a causa della crisi e dei debiti non riusciva a pagare da tre mesi gli stipendi ai suoi dipendenti. Ma la sua ditta, essendo entrata in crisi dall’inizio del 2011, non presentava le sufficienti garanzie per la restituzione della somma e l’imprenditore (la cui identità è secretata per tutela) si è visto rigettare la richiesta del mutuo.
Il salentino si è così ritrovato costretto a chiedere il denaro a due campani, consapevole che il prestito non sarebbe stato a titolo gratuito. Tutt’altro: i due “benefattori”, infatti, a fronte dei 10mila euro dati in prestito, ne pretendevano 40mila.
Per essere più convincenti, i due campani, Francesco D’Andrea 47enne di Avellino e Claudio Citro 29enne di Salerno, non avrebbero esitato a minacciare di morte l’imprenditore leccese, promettendogli la visita di alcuni loro amici armati che, dalla Campania, lo avrebbero raggiunto per fargli del male.
È stato a questo punto che il salentino ha deciso di denunciare i suoi aguzzini alla polizia. Ma le minacce sono continuate e diventavano sempre più pressanti, investendo anche la segretaria dell’imprenditore edile, che in una circostanza è stata anche malmenata.
L’avellinese ed il salernitano non allentavano la presa ed hanno iniziato gli appostamenti sotto l’abitazione del salentino, andandolo a trovare anche sul posto di lavoro, per “ricordargli” – dietro minacce di morte – di saldare il suo debito.
L’incubo per l’imprenditore è finito nei giorni scorsi, quando il gip del Tribunale di Reggio Emilia ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei due campani, eseguita dagli agenti della squadra mobile di Reggio, con l’accusa di tentata estorsione. Per il reato di usura, i due risultano attualmente indagati.

 

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