Le organizzazioni sindacali non ci stanno alle condizioni che detta la dirigenza della Lupiae Servizi sul nuovo Piano industriale che permetterebbe alla società in house di rimanere pubblica e a totale gestione comunale, piuttosto che essere privatizzata come prevede il decreto “salva-Italia” del governo Monti

 

L’incontro con il sindaco di Lecce, gli amministratori aziendali e le organizzazioni sindacali, di venerdì scorso, si doveva aggiornare ad oggi per la presentazione dell’ipotesi di un Piano 2013-2015, da concordare con le parti sociali.

Già la scorsa settimana. I rappresentanti sindacali avevano posto un monito per il nuovo Piano, i sacrifici erano ammessi a differenza della “macelleria sociale” che si innescherebbe con dei tagli troppo drastici. Ma tant’è. Sono stati presentati tagli complessivi del costo del lavoro per un ammontare di circa 2 milioni di euro che dovrebbero corrispondere alla riduzione, dalle attuali 40 a 27 ore settimanali di lavoro, riparametrate in merito ai servizi. Vale a dire che in base ai servizi svolti si potrebbe oscillare da un minimo di 27 ore ad un massimo di 35 ore lavorative.

I sindacati, Filcams, Fisascap, Uiltucs, Cobas, Usb, Cisal, hanno rigettato l’ipotesi illustrata e hanno chiesto un nuovo incontro con il sindaco Perrone, oggi assente. “Ci aveva parlato di sacrifici ma non pensavamo a tagli così drastici – per la segretaria Filcams Cgil di Lecce, Valentina Fragassi – vogliamo parlare con il socio unico perché l’altra volta ci aveva garantito che avrebbe affidato nuove convenzioni alla Lupiae cosa che non abbiamo riscontrato in questa ipotesi di Piano industriale”. L’incontro è aggiornato alla prossima disponibilità del sindaco.

 

CONDIVIDI