Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per il risanamento ambientale e la continuità produttiva dell’Ilva di Taranto, che recepisce le indicazioni emerse nel corso dell’incontro tra Governo, parti sociali, amministratori locali e vertici aziendali del 29 novembre scorso

Il decreto del Governo sull’Ilva di Taranto “consente un cambio di passo importante verso la soluzione delle problematiche ambientali, il rispetto del diritto alla salute dei lavoratori e delle comunità locali interessate, e la tutela dell’occupazione”. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi in cui si spiega che in questo modo “vengono inoltre perseguite in maniera inderogabile le finalità espresse dai provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria”. Il decreto, spiega il Governo, è “il risultato di un approfondito processo di consultazione e confronto tra il Governo, le amministrazioni e i soggetti privati coinvolti”. Un percorso, ricorda Palazzo Chigi, iniziato a luglio, con la firma di un protocollo di intesa e lo stanziamento di 336 milioni di euro, proseguito ad agosto con un vertice nella città di Taranto, che ha portato il Consiglio dei Ministri il 5 settembre a concordare un percorso definito con le amministrazioni territoriali di mantenimento della produzione, rispetto dell’ambiente e della salute.

Per l’Ilva ”emerge con urgenza l’esigenza di stabilire un raccordo stretto, nel rispetto delle competenze e dell’autonomia di ciascuno, fra il governo e l’autorità giudiziaria”. Lo afferma l’on. Alfredo Mantovano ‘‘in attesa di esaminare, non appena sarà pubblicato, il testo del decreto legge appena predisposto dal Consiglio dei ministri”. Secondo Mantovano deve essere definito ”in concreto come far venir meno le disposizioni del sequestro alla luce delle nuove norme, come far ripartire la produzione mentre è in corso il risanamento, e soprattutto capire come funzionerà il sistema di relazioni fra le decisioni del garante e le determinazioni della magistratura non può essere lasciato a un contenzioso istituzionale, che nessuno auspica”. ”La drammaticità della situazione deve far individuare modalità non dialettiche, ma concordate, di applicazione delle nuove norme: lo impongono il loro carattere transitorio ed eccezionale e il perseguimento degli obiettivi sostanziali posti a base del decreto legge” conclude Mantovano.

“Non possiamo che esprimere soddisfazione per la risposta immediata del governo e l’auspicio che non ci siano piu’ omissioni nella vigilanza per fare in modo che operando nella legalita’ si possano mantenere i posti di lavoro tutelando contemporaneamente i cittadini”. Lo afferma la senatrice Adriana Poli Bortone, presidente di Grande Sud in merito al decreto sull’Ilva. “L’operazione – puntualizza – potra’ riuscire solo se a partire dalle istituzioni ciascuno vorra’ fare seriamente la sua parte. Non possiamo certamente disperdere un patrimonio umano, economico e ambientale come Taranto. Non abbiamo letto il decreto, ma abbiamo piena fiducia nella redazione di un testo che non crei ne’ conflitti istituzionali ne’ sociali”.

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