Si  svolta questa mattina, presso la sala consiliare del Palazzo dei Celestini, la cerimonia del premio “Fair Play” 2012 organizzata dal Panathlon Club di Lecce presieduta dal noto giornalista Ludovico Malorgio. L’appuntamento annuale che coinvolge oltre 200 club

operanti in tutto il mondo, è stata patrocinata dalla Provincia di Lecce con la collaborazione del Coni. Dinanzi ad una sala gremitissima e resa ancor più fulgida dalle presenze di note autorità locali come l’assessore Alessandro Delli Noci, il consigliere provinciale Gianni Marra, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il vice prefetto vicario Matilde Pirrera, l’onorevole Lisi e il presidente provinciale del Coni Antonio Pascali, sono stati premiati col prestigioso riconoscimento i signori Carlo Mugo e Bruno Pellegrino. Il primo ha ricevuto il “Premio alla Promozione nello Sport”, il secondo ha, invece, ricevuto la targa del “Premio alla Carriera nello Sport”. L’associazione del presidente Malorgio, che da anni si impegna alacremente alla promozione dei sani valori dello sport è stata lieta di aver omaggiato due uomini, i quali, hanno dedicato circa 40 anni della loro vita alle attività sportive giovanili con passione e dedizione encomiabile. Carlo Mugo, dopo nove anni da allenatore degli esordienti nel Lecce Club, nel 1975 inizia la sua storia nell’Unione Sportiva Lecce che terminerà nel 2010. Viene chiamato da Carmelo Russo (all’epoca Responsabile del Settore Giovanile dell’U.S. Lecce) per allenare gli Allievi e i Giovanissimi Nazionali del Lecce. In quegli anni passano sotto di lui alcuni ragazzi che scriveranno la storia del calcio italiano: Levanto, Ingrosso, Nobile, Moriero, Conte, Garzia, Morello, Luceri, Monaco, Petrachi e tanti altri. Nel 2002 passa dai ruoli tecnici a quelli dirigenziali con funzione di Team manager del settore giovanile, ruolo che ricoprirà fino al 2010. Visibilmente emozionato e con un filo di commozione, Mugo ci ha dichiarato: “ voglio ringraziare il Panathlon che, con questo premio, gratifica gli sforzi e il lavoro di una vita. Prima di essere un istruttore mi sento un educatore perché, prima dei valori tecnici, ho inculcato ai giovani il rispetto delle regole e dell’avversario. I valori della lealtà sportiva sono fondamentali affinchè i ragazzi crescano con principi nobili dentro e fuori dal campo”.

Parallela e similare all’esperienza di Carlo Mugo è stata quella di Bruno Pellegrino che, nel 1974/75, inizia la sua carriera come dirigente nella scena pallavolistica squinzanese. Nel 1980/81 la Vis disputa il campionato di Serie A2 sotto la presidenza di Bruno Pellegrino ed ottiene un brillante terzo posto. In quegli anni Squinzano è il punto di riferimento pallavolistico dell’Italia meridionale e centrale e ottiene grandi risultati anche nei campionati giovanili. Due sono i fiori all’occhiello del dottor Pellegrino: Ferdinando De Giorgi, che deve molto della sua crescita agli anni passati nella juniores squinzanese, giocatore più medagliato della pallavolo italiana e lo Squinzano che è la prima squadra salentina ad aver disputato un campionato di Serie A.

“Quando mi hanno avvisato che avrei ricevuto il premio – ha affermato Pellegrino – sono rimasto piacevolmente sorpreso. In tutti questi anni di attività non rimpiango nulla e rifarei tutto, anche se devo ammettere che a livello economico mi è costato tanto. Sono però soddisfatto e orgoglioso di aver lanciato talenti del calibro di Fefè De Giorgi. La mia la definisco una missione che dura da tanti anni”.

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