Realizzare concretamente pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra le dipendenti e i dipendenti di Palazzo dei Celestini. E’ l’obiettivo generale del “Piano triennale di azioni positive della Provincia di Lecce”, approvato dalla giunta provinciale, guidata dal presidente Antonio Gabellone.

Promosso dall’assessore alle Pari opportunità, d’intesa con la consigliera di Parità e la Commissione Pari opportunità, il Piano contiene il programma degli interventi che la Provincia di Lecce attuerà al suo interno, per garantire una effettiva parità tra le sue lavoratrici e i suoi lavoratori. Sono 605, in tutto, i dipendenti in servizio a tempo indeterminato coinvolti nelle azioni positive programmate. Di questi, in base ai dati rilevati al 29 ottobre 2012, 214 sono donne e 391 sono uomini.

Soddisfatta per il risultato l’assessore provinciale alle Pari opportunità Filomena D’Antini Solero dichiara: “Con l’approvazione del Piano se da una parte abbiamo assolto ad un obbligo previsto dalla legge, dall’altra, abbiamo dotato l’Ente di uno strumento semplice ed operativo per l’applicazione concreta delle pari opportunità. Per le sue consistenti dimensioni la Provincia di Lecce, infatti, rappresenta una realtà importante anche dal punto di vista del personale e della sua organizzazione. Non potevamo quindi mancare questo obiettivo perché siamo consapevoli che leggere i fenomeni con l’ottica di genere è conveniente e strategico per la pianificazione e lo sviluppo delle risorse umane dell’Ente, oltre che migliorare il benessere, la produttività e il clima lavorativo generale”.

Il Piano è articolato in “azioni positive”, misure temporanee speciali che, in deroga al principio di uguaglianza formale, mirano a rimuovere gli ostacoli alla piena ed effettiva parità di opportunità tra uomini e donne. Le azioni positive, infatti, sono lo strumento operativo scelto a livello europeo per promuovere la partecipazione delle donne a tutti i livelli e settori dell’attività lavorativa.

Nel Piano triennale della Provincia di Lecce le azioni positive sono cinque: formazione e aggiornamento per accrescere la cultura delle parità e delle pari opportunità; diffusione delle iniziative dirette a garantire le pari opportunità e a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono l’attuazione; modulazione dell’orario di lavoro in funzione della conciliazione dei tempi di vita; presenza di almeno un terzo dei componenti di sesso femminile nelle commissioni di concorso e selezione; benessere organizzativo.

In particolare, la prima azione prevede l’organizzazione di corsi di formazione sulle tematiche delle pari opportunità, articolati in orari e sedi tali da renderli accessibili anche a coloro che hanno obblighi di famiglia oppure orario di lavoro part time, consentendo in questo modo sia alle donne che agli uomini di frequentarli. La seconda azione prevede di sviluppare e potenziare lo spazio web già esistente favorendo l’interazione con le dipendenti allo scopo di divulgare notizie, attività, normative ed eventualmente raccogliere proposte e sollecitazioni. La terza azione punta a favorire una migliore organizzazione del lavoro al fine di coniugare benessere, produttività, efficienza, merito e flessibilità nei luoghi di lavoro e a promuovere pari opportunità fra uomini e donne in condizioni di disagio. La quarta azione positiva è volta ad assicurare nelle commissioni di concorso e di selezione la presenza di almeno un terzo dei componenti donna. La quinta azione, infine, punta a divulgare il Codice disciplinare del personale degli enti locali per far conoscere la sanzionabilità dei comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale.

Questi, più in dettaglio, gli obiettivi da raggiungere con l’attuazione concreta delle azioni positive: assicurare condizioni di parità e pari opportunità per tutto il personale dell’Ente; favorire la crescita professionale e di carriera per riequilibrare eventuali situazioni e posizioni lavorative dove le donne sono sottorappresentate; uguaglianza sostanziale tra uomini e donne per quanto riguarda le opportunità di lavoro e di sviluppo professionale, sviluppare i criteri di valorizzazione all’interno dell’organizzazione del lavoro attraverso la formazione e la conoscenza delle potenzialità e delle professionalità presenti; valorizzare le caratteristiche di genere.