“Non voterò nessun provvedimento governativo sino a quando non se ne farà uno per Taranto che dia garanzie immediate sulla salute e sul lavoro”. Lo afferma la senatrice di Grande Sud Adriana Poli Bortone secondo la quale “il governo deve trovare una soluzione immediata per garantire il posto di lavoro

e non annientare l’economia tarantina in una sola mossa”. “A noi di Grande Sud – aggiunge – in questo momento non interessa tanto l’accertamento di responsabilita’ e connivenze, compito che compete esclusivamente alla magistratura, quanto l’immediatezza di risposte efficaci per garantire il diritto al lavoro di 5000 operai e quello alla salute”.

“Il governo dica subito cosa vuol fare. Da parte nostra – prosegue la senatrice di Grande Sud – abbiamo proposto per Taranto la istituzione di una zona franca e nel contempo un risanamento ambientale con possibile riconversione dell’azienda”.

“Operazione certamente complessa – riconosce Adriana Poli Bortone – che deve essere accompagnata dalla cig e da una vera sinergia fra istituzioni, con interventi finanziari seri ed immediati, sia da parte di Ilva, che certamente ha avuto negli anni profitti notevolissimi, sia da parte del Governo e della Regione, in primis, che molte inadempienze ha accumulato negli anni”. La senatrice di Grande Sud ha scritto una lettera urgente al presidente del Senato Schifani e al presidente della X Commissione Cesare Cursi per una riconsiderazione dell’emendamento da lei presentato relativo alla “Istituzione della zona franca per lo sviluppo e la legalita’ nel territorio di Taranto” non solo sull’onda dell’emergenza per la citta’ jonica, quanto per la ovvia considerazione che un decreto che preveda “ulteriori misure urgenti per la crescita” non puo’ prescindere da interventi che evitino la decrescita.

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