Giunto alla sua XXIII edizione, ieri il Premio Minerva “Anna Maria Mammoliti” ha visto tra le 9 donne premiate Maria Luisa Toto, presidente del Centro Antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce.

La cerimonia ha avuto luogo ieri a Roma presso la Sala Protomoteca in Campidoglio.
Un premio tutto al femminile che ha visto per circa un quarto di secolo conferire il prestigioso riconoscimento alle più eminenti personalità del “gentil sesso”, distintesi nei campi più disparati.
Il Premio Minerva, infatti, istituito nel 1983, ha fatto emergere una vera a propria “Holding dei Saperi”, trasversale alle sue tante categorie: dall’Uguaglianza di genere, all’Imprenditoria, ai Diritti Umani e Civili, passando dalle Scienze, alle Arti, all’Impegno Sociale.
Tra le premiate, per la sezione Donne nel Mondo, Lina Ben Mhenni, blogger tunisina protagonista della Primavera Araba, Premio all’Impegno Politico e ai Diritti Umani;  Nyaradzayi GUMBONZVANDA, capo di World YWCA, un network che coinvolge 25 milioni di donne e lavora per promuovere i diritti sociali, economici, culturali, religiosi e politici del genere femminile, Premio ai Diritti Umani e Civili.
Per la sezione italiana, oltre al Centro “Renata Fonte”,  Maria Cristina Mazzavillari Muti, Presidente di Ravenna Festival, Premio alle Arti; Daniela Barbato, Dirigente Generale del Ministero dei Lavori Pubblici, Premio al Management; Maria Cannata, Direttore Generale del Debito Pubblico, Dipartimento del Tesoro, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Premio alla Dirigenza nella Pubblica Amministrazione; Augusta Iannini, Vice Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Premio alla Carriera; Daniela Paola Vigione, Amministratore Delegato di AGI, Agenzia Giornalistica Italia, Premio all’Informazione; Marta Dassù, Sottosegretario agli Esteri del Governo Monti, con delega per le Americhe, l’Europa e la diplomazia economica, Premio alle Relazioni Internazionali.
« E’ il riscatto del Centro Antiviolenza Renata Fonte – ha commentato Toto – che in questi 14 anni ha sempre profuso il suo impegno con sacrificio e spirito di abnegazione, è il riscatto delle donne che lottano per il rispetto della loro dignità e per la libertà. Lo dedico alle persone che hanno creduto in me e mi sono state vicine in questi anni, ma anche a coloro che a tutt’oggi ancora restano inchiodati nella loro indifferenza. Sono molto orgogliosa di essere stata scelta tra le vincitrici del premio che condivido con tutte le donne della mia terra e in particolare con tutte le operatrici che mi affiancano ogni giorno con passione, con coraggio e professionalità»

Federica Nastasia

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