RepertorioNon è stato il candidato “astensionismo” a vincere questa prima competizione elettorale, come avevano ipotizzato in molti. Al contrario, il dato nazionale previsto sul milione e mezzo di votanti si è tradotto in quasi 4 milioni. La grande partecipazione ha fatto esultare i vertici del Pd, il maggiore partito della coalizione. “Grande giornata per la democrazia” è stata definita a caldo dal vicesegretario nazionale Enrico Letta. Pierluigi Bersani ha staccato il secondo posto di Renzi con otto punti percentuali, un 44 per cento al primo, un 36 per cento al secondo. Vendola si è fermato a 15 mentre la Puppato ha conquistato un rispettabile 3 per cento rispetto all’1,2 di Tabacci

In Puglia, il governatore regionale ha incalzato il segretario nazionale. Su un totale di 155.229 votanti, 61096 hanno scelto Bersani, 57975 hanno optato per Vendola, 31172 preferenze sono andate a Renzi 3431 a Tabacci e 1554 alla Puppato. Diversa la situazione nelle province dove Vendola ha vinto a Lecce, Brindisi e Bari piazzandosi a soli 2 punti percentuali da Bersani. Al 39,3 per cento del segretario è infatti corrisposto il 37,3 del presidente regionale mentre Renzi si è fermato al 20,1. Un 2,2 e 1 per cento rispettivamente per Tabacci e Puppato.

 

Lecce ha visto la partecipazione di 4326 elettori, presso i seggi allestiti all’hotel Tiziano. Grande favorito è risultato Vendola con 1905 voti, sui 1205 di Bersani, 1115 di Renzi, 32 di Puppato e 19 di Tabacci.

“Ora dovranno dialogare con noi – ha dichiarato Vendola nella prima apparizione pubblica – la politica è una passione nobile, lo sguardo critico sul mondo e sui poteri, non sempre si vince, a volte si semina per raccogliere in seguito”. Il ballottaggio tra Bersani e Renzi di domenica prossima, infatti, dovrà tenere conto di quel 15 per cento nazionale di Vendola che fungerà da ago della bilancia. Ci ha già pensato Renzi che a caldo ha dichiarato di aver vinto nella stragrande maggioranza di “regioni rosse”, in risposta a chi lo accusa di rappresentare la destra delusa del Paese. “Si tratta di una vulgata giornalistica che va superata – ha dichiarato il sindaco di Firenze – abbiamo vinto il premio della critica ora vogliamo vincere il festival”, pensando già a come intercettare i voti vendoliani.

Dal canto suo, il governatore pugliese, vuole ascoltare le proposte che si faranno in questa settimana, “ascolterò i competitor che dovranno evocare politicamente e culturalmente i loro intenti, vediamo cosa dicono”. Cosa emergerà dalla discussione di questa settimana che si preannuncia calda, si saprà con il risultato del ballottaggio o si dovrà aspettare fino alla prossima primavera se con la vittoria del centrosinistra al governo, a Vendola sarà garantito un ministero.

In fondo, lo ha dichiarato anche il presidente regionale del Pd, Michele Emiliano a margine dei risultati di ieri: “il nostro maggiore interlocutore è Sel, il rafforzamento della coalizione non può prescindere da un dialogo con Vendola, è lui l’arbitro per la costruzione della grande forza che governerà il Paese per i prossimi 5 anni”.

 

 

 

 

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