Hanno contestato con forza la loro incapacità ad una politica di programmazione, secondo il consigliere provinciale del gruppo Pd,  Alfonzo Rampino, ma ora sembra che la pronuncia della Corte dei Conti sul Rendiconto di Gestione del 2010, dia ragione all’opposizione di Palazzo dei Celestini

La sezione regionale della Corte dei Conti ha rilevato gravi irregolarità nella gestione del Bilancio provinciale, prima fra tutte il notevole ritardo con cui è stato approvato il Rendiconto di Gestione 2010, rispetto alla scadenza del 30 aprile prevista dalla normativa vigente. E’ quanto si apprende dalla nota del consigliere Rampino che denuncia la volontà della provincia di Lecce di mettere le mani in tasca ai cittadini con una serie di misure tra cui l’aliquota dell’RcAuto elevata al massimo del 16 per cento.

“Oggi i magistrati ribadiscono che la mancata approvazione del documento contabile entro i limiti temporali stabiliti può costituire un presupposto valido per lo scioglimento del Consiglio provinciale. Ma c’è di più. Appare quanto meno paradossale, infatti, che a fronte della motivazione fornita dal Presidente della Provincia, secondo il quale tale ritardo sarebbe imputabile alla difficile elaborazione della fase di riaccertamento dei residui, proprio questo punto costituisca un ulteriore elemento di irregolarità segnalato dalla Corte dei Conti. I magistrati, infatti, nello specifico sottolineano la “notevole anzianità di residui attivi e passivi oltre alla lieve capacità di riscossione per i residui attivi”.

Insomma la provincia non solo è stata ritardataria nelle scadenze imposte dalla regolare gestione dell’ente, non è stata neanche in grado di riscuotere quanto dovuto. Una miope politica di Bilancio, secondo Rampino, che rischia di far naufragare l’ente.

 

 

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