C’è un’inchiesta sulla morte di Giuseppe Parente, di Nardò, di 85 anni, vittima di un incidente lo scorso 17 novembre e a seguito di presunte negligenze dei medici deceduto nella serata di ieri in casa.

 

 

Il sostituto procuratore Francesca Miglietta ha aperto un fascicolo e nelle prossime ore provvederà all’iscrizione dei camici bianchi che hanno tenuto in cura Parente. Nel frattempo il magistrato inquirente ha disposto l’autopsia che verrà eseguita nelle prossime dopo una prima ispezione necroscopica sul corpo dell’uomo. L’incidente stradale si verificò nella mattinata di sabato dello scorso 17 novembre.

Parente era in sella alla sua bicicletta quando venne “toccato” di striscio su di un lato da un’Ape, guidata da Pantaleo D’Aprile, di 82 anni. L’anziano perse il controllo della bici finendo pesantemente sull’asfalto e sbattendo la testa. Il conducente dell’auto, invece, si sarebbe allontanato senza fermarsi. Forse, ma al momento è solo un’ipotesi, non si sarebbe neppure accorto di aver provocato l’incidente. Parente venne immediatamente trasportato presso l’ospedale di Gallipoli per le ferite riportate. In particolare destava particolare preoccupazione il trauma cranico, ma dopo una prima visita sarebbe stato dimesso. Le sue condizioni di salute, però, non sarebbero migliorate e nella serata di ieri Parente, nella propria camera da letto, ha avvertito un malore, si è accasciato per terra senza più riprendersi prima di andare a dormire.

Da qui la segnalazione della polizia municipale di Nardò, agli ordini del Tenente Colonnello Cosimo Tarantino, all’Autorità Giudiziaria per aprire un’indagine. C’è da capire se i medici abbiano sottovalutato la gravità del trauma cranico nel corso della visita subito dopo l’incidente. Il conducente dell’auto ha nominato un proprio legale di fiducia.

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