“La verità vera è che questa classe politica ha necessità di avere quante più postazioni è possibile per poter alimentare questa voracità che la sta spingendo ad ingozzarsi al punto tale che probabilmente, mi auguro molto presto, non avrà neanche più la possibilità di respirare

e se ne dovrà andare a casa”, così il Presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro che, ieri sera, ha incontrato la città ed i cittadini di Brindisi nell’incontro-dibattito svoltosi a Palazzo Virgilio ed impreziosito da una lunga intervista, a Paolo Pagliaro, firmata dal Caporedattore della Gazzetta del Mezzogiorno Arnaldo Travaglini.
Politica, riordino e accorpamento. Accorpamento e la dignità, calpestata, di un territorio. Un territorio, quello salentino, che non merita divisioni, giochi di potere, mortificazioni ambientali e finanziarie. Messe in campo da chi rema contro un grande progetto riformista solo per difendere una poltrona inevitabilmente messa in discussione.
Il Presidente Pagliaro in tema di riordino delle Province e sulla gestione, giudicata vergognosa, da parte degli amministratori ha dichiarato: “Io non accetto che Brindisi venga sotterrata in questa maniera, non è giusto. E’ indecente l’atteggiamento dei leccesi, è indecente ed irresponsabile, in questo momento, l’atteggiamento dei tarantini ed è inaccettabile l’atteggiamento dei brindisini. Non esiste. Noi siamo tutti figli della stessa madre, si chiamava Terra d’Otranto e questa è la nostra madre, così come il futuro, il sogno per questo territorio non può che essere una Regione che abbia poteri, funzioni, mansioni, soldi, rappresentatività per poter finalmente uscire dal gioco barese”.
E sulla ‘Provincia Salento’, Brindisi, Taranto e Lecce o Brindisi-Lecce che sia, il giudizio di Pagliaro è freddo e realista. “Sicuramente meglio una ”provincietta’ che due ‘mini-mini provinciette’, almeno un risultato è quello di aver riunificato un territorio omogeneo che è la provincia di Lecce, Brindisi e Taranto”.
Per il Presidente Pagliaro occorre una Regione che tagli i costi della politica, che elimini  il marcio che ha corroso il Regionalismo attuale e che affronti i problemi reali di un territorio diventato, nell’ultimo secolo di storia, uno sgabuzzino. Anche e soprattutto da un punto di vista ambientale.
“Qui ci hanno messo una centrale a carbone, con la più alta produzione di CO2 d’Europa e noi siamo ammorbati da quest’aria in questo territorio bellissimo, così come successo a Taranto con l’Ilva, distruggendo una delle città più belle d’Italia, così come è successo negli ultimi anni con i pannelli del fotovoltaico, da noi c’è la più alta concentrazione. Abbiamo un sacco di ‘primati’, in questo Salento”.

Un territorio, quindi, saccheggiato e impoverito. Cui il Movimento offre un’ancora di salvezza. La Regione Salento, quale unione di intenti e attenzione per i cittadini. Un sogno riformista per chi, ai sogni, vuol far seguire fatti e risultati. Con dignità, orgoglio, passione: “Facciamo gli interessi del territorio e dei cittadini – conclude Paolo Pagliaro – spogliatevi delle casacche, toglietevi gli stemmi, li tolgo anch’io, togliamoli tutti. Facciamo presto! L’Italia deve ripartire da una riforma del Regionalismo!”.

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