In 16 a processo per lo sfruttamento, nelle campagne di Nardò, di centinaia di clandestini tunisini, ghanesi e del Sudan, che sarebbero stati costretti a raccogliere angurie e pomodori per pochi spicci all’ora. Lo ha deciso il gup Alcide Maritati, su richiesta del pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, al termine del processo nato dall’inchiesta denominata “Sabr”.

 

Il blitz che il 23 maggio portò all’arresto di 22 persone (5 posizioni stralciate e mandate alla procura di Siracusa per competenza territoriale, una archiviata). Ammessa la costituzione delle parti civili.

Si tratta della Cgil, della Flai Cgil, della Camera del lavoro, dell’associazione “Finis terrae”, e di quattro lavoratori tra i quali c’è anche Yvan Sagnet, leader dello sciopero dei braccianti stranieri ribellatisi nell’estate del 2011 allo sfruttamento. Rigettato le eccezioni preliminari sollevate dal collegio difensivo e legate, in particolare, alla lingua parlata da due degli imputati che, per la difesa, non conoscerebbero l’italiano. Il processo si aprirà il 31 gennaio 2013 davanti alla Corte d’assise di Lecce.

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