Negli spazi museali del Chiostro del Bramante a Roma sarà possibile visitare fino al 25 novembre 2012 una delle più inusuali mostre su Stanley Kubrick. Noto a tutti come il regista dei film: 2001: Odissea nello spazio, Lolita, Eyes Wide Shut e del  più visionario tra tutti Arancia Meccanica, Kubrick riconferma la sua genialità di artista mostrandoci un talento nascosto e perciò poco conosciuto: la fotografia.

Nel 1945 l’ancor diciassettenne Kubrick, che fin da bambino era stato avvicinato dal padre all’arte della fotografia, immortalò un edicolante visibilmente dispiaciuto per la morte di Roosevelt decretando, con questo scatto carico di significato, l’inizio della sua carriera. Gli editori di Look Magazine infatti, rimasero a tal punto conquistati dall’incredibile attitudine del giovane da invitarlo a collaborare alla rivista come fotoreporter. La mostra fotografica, riproposta per un solo mese a Roma e realizzata grazie alla collaborazione con il Museum of the City of New York e con i Musées Royaux Des Beaux-Arts de Belgique, espone il risultato dello straordinario lavoro che Kubrick ha svolto tra il 1945 e il 1950 per documentare lo stile di vita degli americani, in cui emerge il ritratto di una New York che nell’immediato dopoguerra, prende nuovamente la rincorsa verso l’affermazione. Scorgendo i volti dei protagonisti è possibile definire il carattere sociale della fotografia di Kubrick, infatti il regista segue le vicende dei suoi personaggi con estrema attenzione e cura, creando ciò che possiamo definire uno storyboard psicologico o addirittura un vero e proprio reportage giornalistico, volto a documentare sia la realtà dei salotti che quella della strada. L’esposizione delle oltre centosessanta fotografie, stampate dai negativi originali, si apre con la visione di una New York notturna e desolata, pochi scatti mostrano la città degli emarginati, degli uomini solitari che leggono il giornale, dei giovani che dormono sul vagone di un treno, dei poliziotti in divisa e dei bambini che lustrano le scarpe agli angoli della strada. Proseguendo il percorso, prende via il coinvolgimento in situazioni molto diverse tra loro, infatti dagli equilibri precari degli acrobati e dei più curiosi mestieri circensi, si passa ai celebri volti del cinema: quello bellissimo e delicato dell’attrice Betsy Furstenberg, quello tormentato e inquieto di Montgomery Clift, fino a quello emaciato del leggendario pugile Rocky Graziano, di cui Kubrick riesce a catturare gli inediti stati d’animo precedenti alla salita sul ring. Un altro settore fondamentale dell’esposizione è rappresentato dalle fotografie scattate all’interno della Columbia University, Kubrick infatti percepiva chiaramente la contraddittorietà di fondo del mondo universitario che, seppur ambiguo e corrotto, avrebbe determinato la formazione della futura classe dirigente. Ma pur inquadrandosi in una dimensione sociale, il grande regista non scattava le sue fotografie con l’intento di spiegare il mondo o d’imporre ciò che riteneva giusto o sbagliato, il suo interesse stava nel mostrare quella che era la realtà americana del suo tempo, senza insegnare nulla. In questo sta la grandezza del genio.

 

Per maggiori info: http://chiostrodelbramante.it/

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